A Wimbledon ci sono giornate che sembrano non finire mai. Il pubblico resta incollato al Centre Court, le tribune trattengono il fiato e davanti alla TV si aspetta quel momento come fosse un appuntamento importante. Solo che, stavolta, l’orologio non aiuta: i minuti scorrono e l’ingresso in campo si fa sempre più lontano.
Il protagonista, naturalmente, è Jannik Sinner. Doveva essere un tardo pomeriggio “normale” per gli ottavi, e invece il programma si è trasformato in una piccola prova di pazienza collettiva. Colpa di un effetto domino che a Londra conoscono bene: quando i match davanti si allungano, tutto il resto slitta. E a pagare il prezzo è chi viene dopo.
Quando il Centre Court decide i tempi (e nessuno può farci niente)
La domenica del 5 luglio era partita con una scaletta chiarissima: apertura alle 14:30 con Novak Djokovic contro Roman Safiullin, poi la sfida femminile tra Aryna Sabalenka e Naomi Osaka, e solo in terza posizione l’incontro di Sinner. Peccato che il primo match abbia preso una piega lunga, lunghissima, con un set diventato una maratona chiusa soltanto al tie-break.
Ed è lì che l’attesa ha iniziato ad allungarsi “di colpo”. Le stime, inizialmente rassicuranti, sono state ritoccate una volta, poi un’altra. E a ogni aggiornamento cresceva la sensazione di quella giornata sospesa in cui tutti aspettano il numero uno, ma il campo centrale ha ancora altro da raccontare.
Il nuovo orario per Sinner (e perché potrebbe non essere l’ultimo)
L’idea di vederlo in campo tra le 18:00 e le 18:30, ora italiana, è svanita presto. Con l’avanzare del pomeriggio, l’orario è scivolato sempre più avanti, fino a un non prima delle 19:45. E la sensazione è che non sia nemmeno una garanzia: se anche Sabalenka-Osaka dovesse prolungarsi, il ritardo potrebbe aumentare ancora.
Non è solo un fastidio da spettatori. Per un atleta, soprattutto in un torneo come Wimbledon, aspettare significa anche gestire corpo e testa: riscaldamento, concentrazione, routine. Tutto diventa più complicato quando l’entrata in scena si sposta di ora in ora.
Il “limite” che preoccupa tutti: il coprifuoco di Wimbledon
Qui entra in gioco un dettaglio che a Londra pesa tantissimo: il coprifuoco sul Campo Centrale. Alle 23:00 ora locale (mezzanotte in Italia) si chiude, punto. Se il match non finisce in tempo, si interrompe e si riprende il giorno dopo.
Uno scenario che può cambiare l’atmosfera e la gestione dell’incontro: stop improvvisi, tensione che si raffredda, energie da rimettere in campo il giorno seguente. E per chi punta al titolo, ogni dettaglio diventa un pezzo del puzzle.
Mochizuki, la sorpresa giapponese che non ha nulla da perdere
Dall’altra parte della rete c’è Shintaro Mochizuki, numero 151 del mondo e arrivato dalle qualificazioni. Il suo Wimbledon, però, è già una storia da ricordare: per lui è la prima volta agli ottavi in uno Slam, e il tipo di occasione che può trasformarsi in partita della vita.
Tra Sinner e Mochizuki non ci sono precedenti: sarà il loro primo confronto assoluto. E proprio questa “terra incognita” rende l’attesa ancora più carica di curiosità, perché i match senza storia pregressa a volte sono quelli che sorprendono di più.
Sinner ci arriva da campione e numero uno: ma la prima settimana non è stata una passeggiata
Sinner si presenta a questo ottavo da campione uscente e testa di serie numero uno. Ma il suo percorso nella prima settimana londinese non è stato una semplice formalità: esordio ai cinque set contro Miomir Kecmanovic, poi le vittorie contro Nuno Borges e Jenson Brooksby. Insomma, un cammino con qualche scossa, che ha già testato nervi e resistenza.
In caso di successo, ai quarti lo aspetterà il vincente tra Hubert Hurkacz e Jan-Lennard Struff. Intanto, chi vuole seguire il match deve saperlo: non sarà in chiaro, la diretta è affidata a Sky Sport e allo streaming su SkyGo e NOW.


