Il delitto di Garlasco continua a far discutere a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Mentre la Procura di Pavia porta avanti il nuovo filone d’indagine su Andrea Sempio e proseguono gli approfondimenti degli investigatori, nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli grazie a un intervento dell’avvocata Valeria Mettica, legale di Stefania Cappa.
Le dichiarazioni della legale riguardano alcuni accertamenti svolti nell’ambito dell’inchiesta e riportano l’attenzione sulle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi. Nel corso degli anni il loro nome è tornato più volte al centro del dibattito mediatico e di diverse segnalazioni, pur senza che le due siano mai state iscritte nel registro degli indagati né nell’indagine originaria né in quella riaperta negli ultimi mesi. Cosa è emerso adesso.
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Garlasco, Stefania e Paola Cappa intercettate per 5 mesi dai carabinieri: “Cosa cercavano”
Secondo quanto emerso, Stefania e Paola Cappa sono state intercettate per circa cinque mesi nell’ambito di questo nuovo filone investigativo. Da gennaio a maggio 2025 i loro telefoni, insieme a quelli del fratello e dei genitori, sono stati monitorati dagli inquirenti di Pavia che hanno riaperto le indagini su Andrea Sempio. Oltre alle intercettazioni telefoniche sono state disposte anche quelle ambientali sulle automobili della famiglia.

Dalle attività investigative, però, non sarebbero emersi elementi di rilievo. Nell’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, depositata nel fascicolo chiuso il 7 maggio, non vi sarebbe infatti alcun riferimento al contenuto delle intercettazioni. Le registrazioni sono state interrotte alcune settimane dopo il 14 maggio 2025, quando i militari effettuarono un’ispezione nel canale di Tromello, nei pressi dell’abitazione della nonna delle sorelle Cappa, dove aveva vissuto anche Chiara Poggi.

L’ispezione era stata avviata dopo le dichiarazioni di uno dei cosiddetti “super testimoni” del caso, che aveva raccontato al programma televisivo Le Iene una confidenza ricevuta da una vicina di casa della nonna delle gemelle, nel frattempo deceduta. Secondo questo racconto, la mattina del 13 agosto 2007 una delle due sorelle sarebbe arrivata con un borsone pesante e avrebbe poi gettato qualcosa nel canale. Diciotto anni dopo, tuttavia, gli accertamenti effettuati nel corso d’acqua non hanno portato al ritrovamento di alcun oggetto utile alle indagini e, anche per questo motivo, il canale di Tromello non viene neppure citato nell’informativa dei carabinieri.

Valeria Mettica ha spiegato a Fanpage.it che, da quanto emerge dalla Nota 19/3-1-68 del 21 maggio 2025, i carabinieri avrebbero voluto attendere una possibile reazione delle gemelle dopo la diffusione della notizia delle ispezioni nel canale. Reazione che non ci sarebbe stata, portando così all’interruzione delle intercettazioni. Nella nota viene evidenziato che Stefania non è “preoccupata dalla sua posizione dal punto di vista giuridico, tanto da non mostrarsi interessata alla possibilità che i Carabinieri possano effettivamente rinvenire l’arma del delitto a Tromello; quanto più per i risvolti negativi che questa notizia diffusa dai media avrà nella sua vita personale e professionale”.
Resta il fatto che, nonostante le accuse avanzate dai cosiddetti “super testimoni”, la posizione delle sorelle Cappa è stata approfondita dagli investigatori senza che emergessero elementi tali da portare alla loro iscrizione nel registro degli indagati. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi le due si trovavano nella loro abitazione, circostanza che sarebbe supportata anche dai dati delle celle telefoniche.
L’avvocata Valeria Mettica ha infine precisato: “Su quasi 5 mesi di intercettazioni a tappeto di tutta la famiglia Cappa – ha precisato l’avvocata Valeria Mettica – solo 16 conversazioni hanno riguardato l’argomento Garlasco. Ritengo che nelle case degli Italiani se ne sia parlato più spesso. In ogni caso, neppure quelle 16 sono state ritenute dalla Squadra Omicidi di rilevanza probatoria, ma solo investigativa ai fini del mantenimento delle intercettazioni per la verifica della posizione delle gemelle. Questo, anche se qualche giornalista le pubblica interamente, violando l’obbligo di riservatezza”.


