A poco più di un mese dalla nascita della sua seconda figlia, Federica Pellegrini torna a raccontarsi senza filtri e lo fa come ha sempre fatto: con quella schiettezza che l’ha resa amatissima anche fuori dalla piscina. Dopo Matilde, arrivata nel 2024, la campionessa ha accolto la piccola Rachele, iniziando così una nuova fase della sua vita, molto più intensa e complessa di quanto si possa immaginare.
E proprio a chi sta per vivere lo stesso passaggio, la “Divina” non usa mezzi termini. Il suo consiglio è diretto, quasi spiazzante, ma tremendamente sincero: “Preparatevi al peggio”. Parole che racchiudono un’esperienza reale, fatta di equilibri che saltano e nuove dinamiche che si impongono con forza. Perché se la nascita di un figlio è già di per sé una rivoluzione, l’arrivo del secondo – soprattutto quando il primo è ancora molto piccolo – può trasformarsi in qualcosa di ancora più travolgente.

Nel corso di una lunga chiacchierata con i suoi follower su Instagram, Pellegrini ha aperto le porte della sua quotidianità, raccontando notti insonni, stanchezza e una gestione completamente nuova del tempo. Ma è nella seconda parte del suo racconto che emerge il lato più sorprendente: alla domanda “Era più difficile nuotare alle Olimpiadi o badare a due figlie?” la risposta è stata netta e senza appello. “E’ molto più difficile badare a due bambine”. Una dichiarazione che suona quasi come una medaglia simbolica consegnata a tutte le madri.
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Tra le difficoltà più grandi, la campionessa ha parlato apertamente della gelosia della primogenita, un aspetto tanto comune quanto delicato da gestire. “Matilde è stata ingestibile all’inizio, ora va a momenti”, ha spiegato, descrivendo un’altalena emotiva fatta di gesti d’amore e improvvise crisi. “Passa da gesti di amore immenso ( verso la sorellina), carezze, baci alle crisi più nere: va in crisi soprattutto nel momento in cui allatto. Quelli sono i momenti più delicati. Però pian piano vedo che sta imparando a tollerare di più. Bisogna avere pazienza, Matilde è sempre stata una bambina molto sensibile: piano piano le si spiega, la si rende partecipe e piano piano capirà”.

Ma non è tutto. Con l’arrivo di Rachele, Pellegrini ha scoperto anche un sentimento che non aveva mai provato prima: il senso di colpa. “Con Matilde non mi è mai capitato, neanche quando dovevo uscire per lavoro e lei piangeva: non mi sono mai sentita in colpa. Con l’arrivo di Rachele invece, questo è un sentimento che ho provato perché non riesco più a dare le stesse attenzioni, che ero abituata a dare, a entrambe. Non riesco a stare con Matilde quanto vorrei e lo stesso con Rachele che è così piccola e vorrei trattarla come ho trattato Matilde all’inizio, ma è impossibile. Quindi sì: il senso di colpa è un tema”.
Nel racconto emerge anche una scelta precisa, condivisa con il marito Matteo Giunta: quella di proteggere la privacy delle loro figlie, evitando di mostrarne il volto sui social. Una decisione che conferma la volontà della coppia di mantenere una parte della loro vita lontana dai riflettori, nonostante la grande esposizione mediatica.
Infine, spazio anche a un pizzico di ironia quando si parla di vita di coppia. Alla domanda se qualcosa cambi con l’arrivo dei figli, la risposta è immediata: “Sì”. Una parola accompagnata da un’imitazione scherzosa del pianto, che però lascia presto spazio a una visione più ottimista. “Ma ritorneremo più forti di prima”. Un messaggio che chiude il cerchio: tra fatica, cambiamenti e nuove sfide, la famiglia cresce, si trasforma, ma trova sempre il modo di reinventarsi.


