Per anni il delitto di Garlasco è rimasto uno dei casi giudiziari più discussi e divisivi in Italia, capace di attraversare generazioni e tornare ciclicamente al centro del dibattito pubblico. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007, ha segnato profondamente non solo una famiglia, ma anche l’opinione pubblica, divisa tra certezze processuali e dubbi mai del tutto sopiti.
Nel corso degli anni, tra sentenze, nuove indagini e ipotesi alternative, il caso ha continuato a evolversi, alimentando confronti accesi tra accusa, difesa e osservatori esterni. E oggi, a quasi vent’anni di distanza, l’inchiesta torna ancora una volta sotto i riflettori, riaprendo scenari complessi e mettendo in discussione equilibri che sembravano consolidati.

Garlasco, la decisione dei genitori di Chiara Poggi
“Ci stiamo pensando. Non abbiamo ancora deciso. Potremmo scegliere in un modo o nell’altro. Il problema è che si è creato un labirinto giuridico che non lascia intravedere quale sarà la via d’uscita”. Intervistato da La Stampa, l’avvocato Francesco Compagna risponde in maniera evasiva alla domanda se la famiglia Poggi si costituirà parte civile nel caso in cui Andrea Sempio venisse rinviato a giudizio.

Si riferisce alla richiesta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi? “Per noi la sentenza non è stata in alcun modo superata dalle nuove indagini, quindi resta valida. Ma tutto sarà consequenziale a quella decisione”.
Da parte sua e dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, a fianco della famiglia Poggi, c’è una chiusura totale sull’inchiesta bis della Procura di Pavia. “Non ci convince il metodo – afferma ancora il legale -, non ne capiamo l’impostazione. È un’indagine che ha ritenuto di prescindere dai dati di realtà. Non è nata per valutare serenamente i fatti, ma con la precisa intenzione di trovare ipotesi alternative alla colpevolezza di Stasi. Perché intercettare i genitori di Chiara, 19 anni dopo? “Sembra che gli investigatori partano dal presupposto che la famiglia Poggi abbia nascosto qualcosa – sottolinea Compagna -. È un’iniziativa anomala, che si fonda sulla demonizzazione del colpevole alternativo e della famiglia della vittima”.

“Questo è un film – prosegue -. Una ricostruzione mirata sulla persona di Sempio, calibrata al millimetro. È un metodo inquisitorio. Invece di partire dai dati certi, si pretende di formulare un’ipotesi e di adattare la realtà all’ipotesi. Ma la realtà fa resistenza”.
Secondo molti, c’è un’altra anomalia: la convergenza totale tra la difesa dei Poggi e quella di Sempio. “Il punto è un altro: è stato Alberto Stasi a uccidere Chiara”, ribadisce Compagna secondo cui Sempio verrà “assolto, ma distrutto. Noi crediamo che la condanna resti insuperabile. Nella nuova inchiesta gli indizi a suo carico non solo non sono stati confutati, ma ne escono rafforzati”.


