Chi ha già acquistato un biglietto aereo non dovrà temere aumenti improvvisi legati al caro carburante. È questa la linea che la Commissione europea si prepara a mettere nero su bianco con un nuovo pacchetto di linee guida destinato al settore del trasporto aereo, travolto dalle tensioni internazionali e dal rischio di rincari energetici legati alla crisi in Medio Oriente.
Il principio indicato da Bruxelles è chiaro: le compagnie aeree non potranno scaricare retroattivamente sui passeggeri i maggiori costi del carburante. In altre parole, niente supplementi aggiunti dopo l’acquisto del biglietto, anche se il prezzo del cherosene dovesse aumentare nelle prossime settimane.
Cosa cambia per i passeggeri
Le nuove indicazioni distinguono però tra situazioni diverse. Per la Commissione, il semplice aumento del costo del carburante non rappresenta una “circostanza straordinaria” e quindi non giustifica automaticamente deroghe agli obblighi verso i viaggiatori.
Diverso il caso in cui si verifichi una reale carenza di carburante. Se un volo viene cancellato perché manca fisicamente il cherosene, la compagnia potrebbe essere esonerata dall’indennizzo economico previsto dalle norme europee, che può arrivare fino a 600 euro. Restano però garantiti altri diritti fondamentali, come il rimborso del biglietto, la riprotezione su un altro volo e l’assistenza ai passeggeri.
Il nodo delle cancellazioni
Bruxelles vuole evitare che il caro carburante diventi una giustificazione per cancellare tratte poco convenienti. Se una compagnia decide di eliminare un volo solo perché non più redditizio, il passeggero continuerà ad avere diritto alle tutele previste dalla normativa europea.
Un tema particolarmente delicato in queste settimane, mentre cresce la preoccupazione per gli effetti della crisi internazionale sul traffico aereo e sui costi operativi delle compagnie.
Pacchetti vacanza e aumenti
Regole diverse valgono invece per i pacchetti vacanza. In questo caso, gli organizzatori possono aumentare il prezzo finale se crescono alcuni costi specifici, incluso il carburante, ma solo se questa possibilità è prevista chiaramente nel contratto e mai negli ultimi 20 giorni prima della partenza.
Inoltre, se l’aumento supera l’8% del prezzo totale, il cliente ha diritto a recedere senza penali.
Il rischio carburante e il monitoraggio Ue
Per ora la Commissione europea parla di una situazione “stabile”, senza prove concrete di carenze di carburante. Tuttavia Bruxelles monitora con attenzione l’evoluzione del conflitto, soprattutto perché una parte importante delle forniture europee passa dall’area dello Stretto di Hormuz.
Già nei mesi scorsi era stato avviato un piano di controllo sulle scorte di jet fuel, proprio per prevenire possibili criticità nei collegamenti aerei.
La posizione del Codacons
Soddisfatto il Codacons, che aveva presentato un esposto all’Antitrust contro i supplementi carburante applicati da alcune compagnie dopo l’acquisto dei biglietti. L’associazione sostiene la linea europea e ribadisce un concetto preciso: il caro carburante può spiegare le difficoltà del settore, ma non può trasformarsi in un costo da far pagare due volte ai passeggeri.


