Nuovi sviluppi scuotono il caso del delitto di Garlasco. Dopo anni di indagini, processi e una verità giudiziaria che apapriva ormai consolidata, la vicenda torna improvvisamente al centro dell’attenzione con una svolta che riapre interrogativi e alimenta il dibattito pubblico.
Dopo la svolta della Procura di Pavia, con la convocazione di Andrea Sempio prevista per il 6 maggio, il quadro accusatorio cambia e riaccende il confronto tra le parti. Una decisione che segna un passaggio delicato in un caso già ampiamente analizzato da periti e consulenti nel corso degli anni. L’attesa è adesso per conoscere quali nuovi elementi hanno trovato gli inquirenti. Intanto rompe il silenzio la famiglia di Chiara Poggi.
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Garlasco, dalla famiglia Poggi rompono il silenzio dopo le notizie su Sempio
A intervenire sono stati gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che al Corriere della Sera hanno definito la nuova ricostruzione una “ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti”. I legali hanno commentato il cambio del capo di imputazione nei confronti di Andrea Sempio, ora ritenuto l’unico responsabile dell’omicidio, mentre Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni.

Gli stessi avvocati hanno aggiunto: “Avevamo chiesto di estendere l’incidente probatorio proprio per evitare il proliferare di ricostruzioni infondate sui tanti aspetti che sono già stati ampiamente chiariti da periti e consulenti, ma la Procura di Pavia ha fatto altre scelte”. E ancora: “Leggeremo gli atti – hanno concluso – per capire quali siano state le ragioni di queste scelte”.
Il caso #Garlasco: “Andrea #Sempio uccise Chiara #Poggi dopo un rifiuto sessuale”, è l’accusa della procura di #Pavia.
— Tg1 (@Tg1Rai) April 30, 2026
“Movente assurdo, non la frequentavo”, la risposta della difesa.#Tg1 Giuseppe La Venia pic.twitter.com/3VnGeqrjz3

Nel frattempo è arrivata anche la posizione della difesa di Andrea Sempio. “Che Andrea Sempio andrà è una certezza perché è un obbligo di legge e io non ho mai indotto un cliente a un atto contrario alla legge, tanto meno lo farei in questo caso. Io e l’avvocato Taccia ci siamo già confrontati e ovviamente, non avendo riscontrato vizi formali, spiegheremo al cliente che è obbligatorio andare”. ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti intervenuto a “Tg4 – Diario del Giorno”, su Retequattro.

Ancora Cataliotti: “Gli abbiamo anche detto che saremo noi a imporgli letteralmente la scelta processuale, cioè la scelta sarà quella di rispondere o non rispondere. È legittimo sia l’uno che l’altro atteggiamento, sarà figlio di una strategia processuale. Come figlia di una strategia processuale è stata la scelta della Procura di invitarlo prima di chiudere le indagini e di rendere visibili a noi, quanto meno a noi, tutti gli atti”,


