L’eco delle polemiche non risparmia neppure il palcoscenico più amato d’Italia. Nel pieno della 76ª edizione del Festival di Sanremo, mentre l’attenzione del pubblico era concentrata sulle esibizioni della serata delle cover, a far discutere è stato un retroscena che intreccia famiglia, regole e presunte disparità. A intervenire è stato Alessandro Gassmann, spettatore speciale di questa edizione per un motivo ben preciso: tra i Big in gara c’è suo figlio Leo Gassmann, impegnato nella competizione con uno dei brani più chiacchierati della kermesse.
La tensione è esplosa dopo un momento che doveva essere soltanto celebrativo. Sul palco dell’Ariston è salito Gianni Morandi, icona della musica italiana, al fianco del figlio Pietro Tredici per interpretare Vita durante la serata dedicata ai duetti. Un’apparizione accolta con entusiasmo dal pubblico in sala e dai social, ma che ha acceso anche una miccia inattesa. Per molti è stata una sorpresa emozionante, per altri un gesto simbolico che ha unito due generazioni sotto i riflettori del Festival.

Sanremo 2026, la polemica sollevata da Alessandro Gassmann
Ed è proprio qui che si inserisce la protesta di Alessandro Gassmann. L’attore, senza mai nominare direttamente Morandi, ha affidato a Instagram il suo sfogo, lasciando intendere un trattamento diverso rispetto a quanto sarebbe accaduto a lui. “Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso”. Una frase che non lascia spazio a interpretazioni e che ha immediatamente acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori.

Gassmann ha poi raccontato nel dettaglio la propria esperienza personale, spiegando di aver dovuto rinunciare a un’apparizione all’Ariston per promuovere un nuovo progetto televisivo. “Perché io sarei dovuto andare al festival per presentare “Guerrieri” la serie che parte su @rai1official da lunedì 9 marzo, tratta dai meravigliosi romanzi di @gianricocarofiglio , ma mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante… vabbè dai, sti cazzi, regole NON uguali per tutti. ci vediamo dal 9 marzo”. Parole dirette, amare, che raccontano un disappunto non solo da artista ma anche da padre.
Il punto centrale, però, emerge solo analizzando il regolamento della manifestazione. Non esiste alcuna norma ufficiale del Festival di Sanremo che vieti ai parenti di un artista in gara di salire sul palco durante la serata cover. Allo stesso modo, non è prevista alcuna limitazione tecnica o giuridica che impedisca la presenza dell’interprete originale del brano scelto per il duetto. Una precisazione che ridimensiona il caso sul piano formale, ma che non spegne la polemica sul piano mediatico.


Così, mentre Leo Gassmann continua la sua avventura in gara e Gianni Morandi si gode l’ennesima standing ovation all’Ariston, la discussione resta aperta. È stata una semplice scelta organizzativa o davvero due pesi e due misure? In un Festival che vive di musica ma anche di equilibri e sensibilità, la linea tra regolamento e opportunità sembra più sottile che mai. E a Sanremo, si sa, anche una nota fuori spartito può trasformarsi in un caso nazionale.


