Certe canzoni entrano in testa al primo ascolto, altre hanno bisogno di tempo. Poi ci sono quelle che, fin dalle prime note, trasformano un teatro intero in un coro compatto. È quello che è accaduto al Festival di Sanremo 2026, quando sul palco dell’Teatro Ariston è tornato un artista che con quel pubblico aveva già un conto aperto. Diciassette anni dopo la sua prima partecipazione, Sal Da Vinci ha riportato in gara un brano destinato a lasciare il segno, “Per sempre sì”, facendo cantare e ballare platea e galleria come in una grande festa collettiva.
Il ritorno non era scontato, ma era atteso. Nel 2009, sempre all’Ariston, aveva conquistato il terzo posto con “Non riesco a farti innamorare”, lasciando un ricordo vivido tra gli appassionati della kermesse. Oggi la storia si ripete, ma con una maturità diversa e una consapevolezza nuova. “Per sempre sì” è già ovunque: dai video condivisi sui social ai meme che rimbalzano da una piattaforma all’altra, il ritornello è diventato un tormentone che difficilmente abbandona la mente di chi lo ascolta. Un successo trasversale, capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso ritmo.
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Sal Da Vinci, Carlo Conti costretto a intervenire dopo l’esibizione
Già nella serata inaugurale del Festival di Sanremo l’artista napoletano aveva dimostrato di saper trasformare ogni esibizione in uno spettacolo nello spettacolo. Prima ancora di salire sul palco, il pubblico aveva intonato “Rossetto e caffè”, accogliendolo con un entusiasmo che raramente si vede nelle prime battute della manifestazione. Poi la sorpresa: nel pieno della performance, Sal Da Vinci ha lasciato il palco, è sceso in platea e ha iniziato a ballare con una donna misteriosa seduta tra il pubblico. Un gesto spontaneo, che ha portato grinta, allegria e una ventata di leggerezza in teatro.

Ma è stata la seconda esibizione a trasformare l’entusiasmo in qualcosa di più profondo. Applausi interminabili, il pubblico in piedi, cori che si sovrapponevano alla musica. Sal Da Vinci ha ringraziato più volte, si è inchinato, ha provato a parlare, ma l’emozione lo ha tradito. Le lacrime hanno preso il sopravvento, la voce si è incrinata mentre cercava di esprimere gratitudine. Un momento autentico, che ha reso ancora più potente la sua presenza scenica.
A quel punto è dovuto intervenire il padrone di casa, Carlo Conti, ricordando con un sorriso che l’artista è in gara e che la serata doveva proseguire. Un modo elegante per contenere un’ovazione che sembrava non voler finire mai. Con il bouquet di fiori tra le mani, Sal Da Vinci ha lasciato il palco visibilmente commosso, mentre il teatro continuava a scandire il suo nome.


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— 💐 Paola. 💐 (@Iperborea_) February 26, 2026
Sui social il verdetto è arrivato in tempo reale. “Se la merita tutta”, scrivono in tanti. “Per me ha già vinto. Si diverte, si commuove, si emoziona. Un artista umile”, aggiungono altri. Commenti che raccontano più di qualsiasi classifica provvisoria. Perché al di là dei voti e delle giurie, la sensazione è che si sia creato qualcosa di speciale tra l’artista e il suo pubblico.
E proprio qui sta il cuore della serata. “Per sempre sì” non è soltanto una canzone d’amore, ma una dichiarazione di intenti. Celebra l’amore come scelta quotidiana, come promessa da rinnovare ogni giorno. E ieri sera quella promessa è sembrata riflettersi in platea. Il pubblico dell’Ariston ha scelto Sal Da Vinci, lo ha sostenuto, lo ha accompagnato nota dopo nota. Un patto di fedeltà suggellato dagli applausi e dalle lacrime. Se il Festival vive di emozioni, quella andata in scena è stata una delle più autentiche di questa edizione. E mentre il ritornello continua a risuonare fuori e dentro il teatro, una cosa appare chiara: al di là della classifica finale, per molti la risposta è già scritta. Per sempre sì.


