La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è aperta nel segno della memoria e della commozione. Sul palco del Teatro Ariston, tra luci e applausi, non poteva mancare il ricordo di Peppe Vessicchio, il direttore d’orchestra più noto del panorama musicale e televisivo italiano, scomparso lo scorso 8 novembre 2025 all’età di 69 anni. Un’assenza che pesa, soprattutto in un’edizione che ha voluto celebrare la storia recente della kermesse, intrecciando passato e presente in un racconto collettivo fatto di musica, volti e frasi diventate iconiche.
>> È choc durante il Festival di Sanremo: lo hanno detto davvero. Laura Pausini…
Se c’è un’espressione che negli anni è entrata nella memoria collettiva del pubblico è senza dubbio «Dirige il maestro Peppe Vessicchio», scandita per ben 30 volte sul palco dell’Ariston. Proprio da quella frase è partito l’omaggio: un video che ha raccolto i momenti in cui i vari conduttori del Festival lo hanno annunciato con quelle parole, trasformate ormai in una formula rituale. Una sequenza capace di restituire il senso della sua presenza costante, quasi familiare, all’interno dello spettacolo più seguito della televisione italiana.

Amadeus “cancellato” da Sanremo
«Tutti noi lo abbiamo conosciuto per la sua grande forza e per il del talento. Ma è stato anche un uomo, un amico, un padre meraviglioso», ha detto Laura Pausini dal centro del palco, mentre il pubblico si alzava in piedi per un lungo applauso. Un momento intenso, che Carlo Conti ha voluto ampliare ricordando anche Maurizio Costanzo, morto il 24 febbraio del 2023, e Ornella Vanoni, morta il 21 novembre 2025. Tre figure diverse, tre storie intrecciate con la musica e la televisione italiana, riunite in un unico abbraccio simbolico.

Eppure, proprio mentre l’Ariston si stringeva attorno al ricordo del «grande maestro», qualcosa non è passato inosservato. Nel video celebrativo scorrevano i volti dei presentatori che negli anni avevano pronunciato quella frase diventata leggenda, ma tra loro mancava un nome che molti si aspettavano di vedere. Un’assenza che ha iniziato a circolare sottovoce prima in platea e poi, con ben altra forza, sui social.
Ma Amadeus non ha mai annunciato Vessicchio? È l'unico che non c'era… #complotto #sanremo2026 #sanremo
— (Traparentesi) (@Cinzia_Mappa) February 24, 2026
Tra i vari conduttori immortalati mentre annunciavano Vessicchio, non è comparso Amadeus, nonostante abbia guidato il Festival per cinque edizioni consecutive, riportando il maestro al centro della scena anche negli anni più recenti. Un dettaglio che per alcuni è sembrato troppo evidente per essere casuale. «Complotto», ha scritto qualcuno su X, alludendo a una presunta ripicca nei confronti dell’ex conduttore. In poche ore, l’omaggio si è trasformato in terreno di discussione, con utenti divisi tra chi parla di semplice scelta di montaggio e chi invece legge nell’esclusione una vera e propria “vendetta” simbolica.
Al di là delle polemiche, resta la figura di Giuseppe Vessicchio e la sua storia professionale. È deceduto nel reparto di rianimazione dell’A.O. San Camillo Forlanini a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. Si tratta di una malattia che colpisce i polmoni, non direttamente gli alveoli, cioè i sacchetti dove entra l’aria, ma il tessuto che li circonda, una sorta di rete di sostegno che consente all’ossigeno di passare nel sangue. Un peggioramento improvviso che ha lasciato sgomento il mondo dello spettacolo.
Sanremo per lui è stato molto più di un semplice palco. Dal 1990 ha partecipato ininterrottamente al Festival, diventandone uno dei simboli più riconoscibili. Come direttore d’orchestra ha vinto quattro volte: con gli Avion Travel nel 2000 con Sentimento, con Alexia nel 2003 con Per dire di no, con Valerio Scanu nel 2010 con Per tutte le volte che e con Roberto Vecchioni nel 2011 con Chiamami ancora amore. A questi successi si aggiungono numerosi premi come miglior arrangiatore, a conferma di una carriera costruita su talento e rigore.
Oltre ai trionfi e ai riconoscimenti, il pubblico lo ha sempre ricordato per la gentilezza, l’ironia e l’eleganza con cui guidava l’orchestra, qualità che lo hanno reso amatissimo anche sui social. L’omaggio della prima serata ha voluto celebrare tutto questo, ma l’assenza di Amadeus dal video resta il dettaglio che ha acceso il dibattito. In una serata nata per unire nel ricordo, è bastato un volto non mostrato per trasformare la commemorazione in un nuovo capitolo di discussione attorno al Festival più amato dagli italiani.


