È una di quelle storie che, dietro i titoli e le polemiche, porta con sé una domanda delicata: quanto può essere fragile l’equilibrio di una persona quando intorno si muovono affetti, scelte pesanti e anche conseguenze legali? Nelle ultime ore su Vittorio Sgarbi si è aperto un passaggio che pesa, e non poco.
Non si parla di un’uscita televisiva, né dell’ennesimo botta e risposta: questa volta la scena è un’aula di tribunale. E il nodo riguarda la capacità di prendere decisioni importanti, quelle che incidono sulla vita quotidiana e sul futuro, anche economico e personale.

La decisione del Tribunale di Roma
Il Tribunale civile di Roma ha disposto una perizia medica su Vittorio Sgarbi. L’obiettivo è verificare se il critico d’arte sia in grado di comprendere pienamente il significato e le conseguenze delle decisioni più complesse, sotto il profilo personale, patrimoniale e giuridico.
Il provvedimento rientra nel procedimento avviato dopo l’istanza presentata dalla figlia Evelina Sgarbi, che ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno per il padre. Un passaggio che, inevitabilmente, accende l’attenzione e rende ancora più teso il clima intorno alla vicenda.

Chi farà la valutazione e cosa verrà esaminato
Il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio (CTU), una psicologa psicoterapeuta incaricata di effettuare le verifiche. La valutazione passerà dall’analisi degli atti, da eventuali esami clinici e dall’acquisizione della documentazione sanitaria disponibile.
La perizia dovrà chiarire se esistano condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminazione, soprattutto per gli atti di straordinaria amministrazione e per l’esercizio dei cosiddetti diritti personalissimi. L’attività peritale dovrà concludersi entro il 31 maggio.
Cartelle cliniche e “scontro” sulla riservatezza
Secondo quanto riferito dal legale di Evelina, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, il primo ascolto di Sgarbi da parte del giudice sarebbe stato fissato entro il 15 febbraio. Il legale ha anche manifestato soddisfazione per l’andamento della procedura, sottolineando che il CTU potrà accedere alle cartelle cliniche.
Un punto, questo, tutt’altro che secondario: la difesa di Sgarbi avrebbe chiesto la secretazione della documentazione sanitaria. Ma la giudice ha respinto la richiesta, ritenendo necessario garantire il pieno contraddittorio tra le parti e consentire una valutazione completa dello stato di salute del beneficiario.
La richiesta della figlia e il passaggio che pesa sul futuro
I legali di Evelina spiegano che l’istanza per l’amministrazione di sostegno non avrebbe finalità economiche, ma sarebbe motivata dalla volontà di tutelare la salute e la persona di Sgarbi. Un confine delicatissimo, perché tocca affetti, autonomia e scelte che, in certi momenti, possono diventare difficili da gestire.
Ora il percorso giudiziario entra nella fase più sensibile: l’esito della perizia sarà determinante per stabilire se e in quale misura sia necessario un supporto nella gestione degli aspetti personali e patrimoniali del critico d’arte. E, soprattutto, per capire cosa accadrà nei prossimi passaggi in tribunale.
“Non può farlo”. Vittorio Sgarbi, arriva lo stop del giudice: “Disposta una perizia medica”


