La decisione definitiva sull’amministratore di sostegno per Vittorio Sgarbi si allontana e, nel frattempo, anche le nozze annunciate con Sabrina Colle restano sospese in attesa di perizia medica. La giudice Paola Scorza ha respinto in parte l’istanza della figlia Evelina “per quanto concerne la cura, la salute e l’ordinaria gestione patrimoniale”, ritenendo Sgarbi “in grado di gestire dette situazioni con il supporto della compagine familiare che lo sostiene e lo coadiuva per sua volontà”.
La magistrata ha però disposto una perizia, nominando la psicoterapeuta Lilli Romeo per gli aspetti più delicati: “gestione straordinaria del proprio patrimonio e alle scelte relative ai diritti personalissimi, quali la capacità di testare e contrarre matrimonio”. All’esito, valuterà “l’eventuale apertura della richiesta misura di protezione, limitatamente ai suddetti aspetti”. Il fascicolo resta quindi aperto sui soli atti personalissimi.

Le motivazioni e le voci in aula
Parla il legale Ugo Ruffolo: “La giudice ha riconosciuto la capacità di intendere e di volere di Sgarbi per quello che ha potuto valutare in aula a occhio nudo per quanto riguarda le sue questioni ordinarie. Vede anche che è circondato dagli affetti giusti che lo supportano e lo sostengono. Dice anche che per quel che riguarda gli atti personalissimi non ha avuto la documentazione medica sufficiente per precauzione dispone una perizia limitatamente alla sola capacità degli atti personalissimi”.

Sul piano procedurale, la giudice ha fissato un calendario stringente per la perizia: al consulente tecnico d’ufficio “concede termine sino al 31 marzo 2026 per il deposito della bozza dell’elaborato da trasmettere agli eventuali consulenti di parte nominati, concedendo a questi ultimi termine sino al 30 aprile 2026 per il deposito di eventuali note critiche, alle quali il consulente dovrà rispondere entro il 31 maggio 2026, termine in cui andrà depositata la relazione definitiva”. Iter e tempi sono già scanditi.
La richiesta di amministrazione di sostegno era partita a settembre, quando Evelina Sgarbi aveva segnalato le condizioni di salute del padre; dopo la prima udienza del 28 ottobre e un’istanza di ricusazione, arriva ora questo passaggio intermedio. In una nota, Evelina scrive: “Finalmente dopo mesi di macchina del fango contro di me e contro chi mi è stato vicino ecco un primo importante segnale che fa ben sperare – scrive in una nota Evelina Sgarbi -. La battaglia che sto portando avanti e che ha come obiettivo unicamente quello di tutelare mio padre, la sua salute, la sua dignità e i suoi interessi forse non è stata vana. Purtroppo questo per me sarà comunque un Natale triste perché so che mio padre continua a non stare bene”.
Dal fronte difensivo di Evelina interviene l’avvocato Lorenzo Iacobbi, che rivendica la finalità di tutela: “Raggiunto questo importante risultato, attendiamo sereni e fiduciosi l’esito della perizia con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per andare incontro alle legittime preoccupazioni di sua figlia Evelina Sgarbi – dice l’avvocato Lorenzo Iacobbi, che assiste Evelina Sgarbi – e la soddisfazione di aver ottenuto un provvedimento che, contrariamente al contenuto della campagna d’odio mediatico scatenato ai danni di Evelina, mirava e mira ad esclusiva tutela ed interesse del professore Sgarbi”.
In sintesi, il tribunale mantiene a Sgarbi la gestione delle questioni ordinarie, mentre sottopone a valutazione clinica la “capacità di testare e contrarre matrimonio” e la gestione straordinaria del patrimonio. Fino al deposito della relazione definitiva, il matrimonio con Sabrina Colle resta di fatto in stand-by: l’ultima parola passerà alla perizia e alle determinazioni della giudice Scorza.
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