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“Papa Francesco, cosa devi fare…”. Luciana Littizzetto, applausi e lacrime a Che tempo che fa

Che tempo che fa, la lettera di Luciana Littizzetto a papa Francesco

Domenica 4 maggio, l’ormai immancabile appuntamento con la letterina di Luciana Littizzetto ha assunto un tono profondamente diverso. Nella puntata di Che Tempo Che Fa, in onda sul Nove, la comica torinese ha abbandonato per un momento il registro ironico e leggero che la contraddistingue per rivolgersi direttamente, con voce commossa, a Papa Francesco. Un monologo sentito e affettuoso, che ha unito emozione e delicatezza in un saluto intimo e popolare, destinato a toccare il cuore di molti.

“Caro Papa Frank”, ha esordito la Littizzetto, “uomo venuto da lontano che ci hai conquistato da subito con i tuoi buonasera e i tuoi buon pranzo”. Un incipit che ha riportato subito alla mente i primi gesti semplici e rivoluzionari di Jorge Mario Bergoglio al momento della sua elezione al soglio pontificio. Il tono era quello di una chiacchierata familiare, di chi non riesce ancora a concepire l’assenza: “Scusa se ti parlo come se fossi ancora qui, ma per me, sei, ancora qui”, ha confessato. Un attaccamento quasi fisico, che non si piega all’idea della scomparsa, ma che la trasforma in un “trasloco di location”, come ha detto lei stessa con ironia piemontese, immaginando il Papa come un drone che dall’alto può osservare meglio le contraddizioni del mondo.

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Che tempo che fa, la lettera di Luciana Littizzetto a papa Francesco


Che tempo che fa, la lettera di Luciana Littizzetto a papa Francesco

Il monologo si è poi fatto ancora più toccante, mentre l’attrice ricordava l’ultimo giorno del Pontefice: “Te ne sei andato via di mattina presto, il lunedì dell’Angelo, con le tue vecchie scarpe consumate di chi ha camminato per davvero”. Un’immagine potente, simbolo di un papato vissuto con umiltà e concretezza. La sua partenza, ha spiegato Littizzetto, ha lasciato molti spaesati, come se d’improvviso la bussola avesse perso il Nord. Perché Papa Francesco, ha detto, “ci stava a cuore per davvero”, e la sua voce, ostinata e instancabile, era diventata un punto di riferimento morale anche per chi si è sempre sentito escluso dai messaggi ufficiali della Chiesa.

Che tempo che fa, la lettera di Luciana Littizzetto a papa Francesco

Ma il momento più intenso è arrivato quando la comica ha sottolineato il valore rivoluzionario dell’azione del Pontefice: “Hai portato Dio in mezzo alla gente”, ha dichiarato, ricordando come Bergoglio sia stato capace di parlare non solo ai potenti, ma anche agli invisibili, agli emarginati, a coloro che spesso la Chiesa ha tenuto ai margini. Ha lavato i piedi ai detenuti, ha visitato i migranti a Lampedusa, ha parlato a chiunque fosse in difficoltà, mostrando che la fede non è solo preghiera, ma anche presenza attiva e concreta.

Domenica 4 maggio, l’ormai immancabile appuntamento con la letterina di Luciana Littizzetto ha assunto un tono profondamente diverso. Nella puntata di Che Tempo Che Fa, in onda sul Nove, la comica torinese ha abbandonato per un momento il registro ironico e leggero che la contraddistingue per rivolgersi direttamente, con voce commossa, a Papa Francesco. Un monologo sentito e affettuoso, che ha unito emozione e delicatezza in un saluto intimo e popolare, destinato a toccare il cuore di molti. “Caro Papa Frank”, ha esordito la Littizzetto, “uomo venuto da lontano che ci hai conquistato da subito con i tuoi buonasera e i tuoi buon pranzo”. Un incipit che ha riportato subito alla mente i primi gesti semplici e rivoluzionari di Jorge Mario Bergoglio al momento della sua elezione al soglio pontificio. Il tono era quello di una chiacchierata familiare, di chi non riesce ancora a concepire l’assenza: “Scusa se ti parlo come se fossi ancora qui, ma per me, sei, ancora qui”, ha confessato. Un attaccamento quasi fisico, che non si piega all’idea della scomparsa, ma che la trasforma in un “trasloco di location”, come ha detto lei stessa con ironia piemontese, immaginando il Papa come un drone che dall’alto può osservare meglio le contraddizioni del mondo. Il monologo si è poi fatto ancora più toccante, mentre l’attrice ricordava l’ultimo giorno del Pontefice: “Te ne sei andato via di mattina presto, il lunedì dell’Angelo, con le tue vecchie scarpe consumate di chi ha camminato per davvero”. Un’immagine potente, simbolo di un papato vissuto con umiltà e concretezza. La sua partenza, ha spiegato Littizzetto, ha lasciato molti spaesati, come se d’improvviso la bussola avesse perso il Nord. Perché Papa Francesco, ha detto, “ci stava a cuore per davvero”, e la sua voce, ostinata e instancabile, era diventata un punto di riferimento morale anche per chi si è sempre sentito escluso dai messaggi ufficiali della Chiesa. Ma il momento più intenso è arrivato quando la comica ha sottolineato il valore rivoluzionario dell’azione del Pontefice: “Hai portato Dio in mezzo alla gente”, ha dichiarato, ricordando come Bergoglio sia stato capace di parlare non solo ai potenti, ma anche agli invisibili, agli emarginati, a coloro che spesso la Chiesa ha tenuto ai margini. Ha lavato i piedi ai detenuti, ha visitato i migranti a Lampedusa, ha parlato a chiunque fosse in difficoltà, mostrando che la fede non è solo preghiera, ma anche presenza attiva e concreta.

Guardando al futuro, Littizzetto ha infine rivolto lo sguardo al Conclave, con un tocco di ironia che non nasconde però l’importanza del momento: “Ora inizia il Conclave, caro Papa Frank, un format in cui la Chiesa e il Grande Fratello si uniscono”, ha detto. Speranza e attesa si mescolano in questa fase di transizione: “Speriamo uno che sia capace di guidare la Chiesa, ma non da monarca”. L’augurio è che il prossimo Papa sia in grado di proseguire lungo la strada tracciata da Francesco, fatta di parole semplici, gesti forti e un’apertura autentica verso tutti, soprattutto verso chi ha sempre trovato la porta della Chiesa chiusa. “Non sono sempre stata d’accordo con te”, ha concluso Littizzetto, “ma ti stimavo tanto”, lasciando che le parole si facessero tributo e commiato.


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