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L’annuncio ufficiale del Vaticano: “Così è morto Francesco”. Cosa lo ha portato al decesso. Il suo testamento

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Il Vaticano ha diffuso il certificato ufficiale della morte di Papa Francesco, confermando così in modo formale e definitivo la scomparsa del pontefice. Il documento, firmato dal professor Andrea Arcangeli, direttore della Direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, riporta con precisione l’orario e le cause del decesso, avvenuto alle 7.35 nell’appartamento pontificio presso la Domus Santa Marta. La notizia, che circolava già da ore tra conferme ufficiose e indiscrezioni, viene ora supportata da una certificazione medica che ne dettaglia ogni aspetto clinico.


Secondo quanto scritto nel certificato, il Santo Padre è spirato a causa di un “ictus cerebrale”, che ha condotto prima al “coma” e successivamente a un “collasso cardiocircolatorio irreversibile”. L’accertamento del decesso è stato condotto con una procedura avanzata e specifica, la “registrazione elettrocardiotanatografica”, una tecnica usata per rilevare in modo inequivocabile l’assenza di attività elettrica del cuore, confermando così l’avvenuta morte biologica. Un metodo che non lascia spazio a interpretazioni e che sottolinea l’importanza del rigore medico anche in un momento così delicato.

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Il documento sanitario elenca anche il quadro clinico preesistente di Jorge Mario Bergoglio, afflitto da numerose patologie croniche. Tra queste, un pregresso episodio di insufficienza respiratoria acuta in seguito a una polmonite bilaterale multimicrobica, bronchiectasie multiple, ipertensione arteriosa e diabete di tipo II. Condizioni che avevano già più volte messo a dura prova la sua salute negli ultimi anni e che rendono più chiara la vulnerabilità del Papa di fronte a un evento acuto come l’ictus.

La morte di Papa Francesco segna un momento epocale per la Chiesa cattolica e per il mondo intero. Primo pontefice sudamericano, amato per il suo approccio pastorale vicino ai più deboli e per l’attenzione costante alle tematiche sociali e ambientali, il Papa aveva più volte affrontato con coraggio i limiti della sua salute, senza mai rinunciare agli impegni fondamentali del suo pontificato. Le sue condizioni erano da tempo sotto osservazione, ma nulla lasciava presagire una fine così repentina.

Con la pubblicazione del certificato di morte, il Vaticano avvia ufficialmente il periodo della Sede vacante, aprendo le porte a un nuovo conclave. Intanto, la commozione per la perdita del Pontefice si diffonde tra i fedeli e i leader mondiali, mentre la Chiesa si prepara a rendere omaggio al suo successore di Pietro. Le esequie, secondo quanto trapela, saranno celebrate nei prossimi giorni, mentre il corpo sarà esposto per l’ultimo saluto nella Basilica di San Pietro.

Il testamento di papa Francesco

Nel testamento, scritto nel 2022, papa Francesco ha dato istruzioni su cosa fare dopo la sua morte. Ha chiesto di essere seppellito a Santa Maria Maggiore, nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza. “Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus. Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano”. Il testo si conclude: “Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”.

Questo il testo del testamento di Papa Francesco diffuso dalla sala stampa della Santa Sede. Il documento riporta la data del 29 giugno 2022.

“Nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura. La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura. Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato. Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus. Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano. Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”. Santa Marta, 29 giugno 2022 FRANCESCO


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