Papa Francesco è morto durante il Giubileo del 2025, evento che lui stesso aveva solennemente inaugurato il 24 dicembre 2024 con l’apertura della Porta Santa. La sua scomparsa, avvenuta in un momento tanto significativo per la comunità cattolica mondiale, riporta alla memoria un precedente storico che affonda le radici nel Giubileo del 1700. All’epoca fu Papa Innocenzo XII a indire l’Anno Santo con la bolla “Regi Saeculorum”, emanata il 18 maggio 1699. Tuttavia, già gravemente malato, il Pontefice non riuscì a presiedere l’apertura della Porta Santa.
Nonostante la sua salute precaria, il giorno di Pasqua, volle comunque impartire la benedizione solenne dal balcone davanti a una folla di pellegrini. La sua vita si spense pochi mesi dopo, il 27 settembre 1700, lasciando incompiuto il suo Giubileo, che venne poi chiuso da Papa Clemente XI, eletto a novembre. Fu quella la prima volta che un Papa aprì la Porta Santa e un altro la chiuse. Anche per il Giubileo del 2025 si aprono ora numerosi interrogativi. Dopo l’apertura ufficiale voluta da Papa Francesco, la macchina organizzativa dovrà confrontarsi con nuove decisioni cruciali, specialmente in relazione ai grandi eventi previsti.

Papa Francesco morto durante il Giubileo, il precendete di Innocenzo XII
Tra questi, spiccano il Giubileo degli Adolescenti, che dovrebbe vedere la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, e il Giubileo dei Giovani, nel corso del quale è programmata la canonizzazione del Beato Pier Giorgio Frassati. L’intera programmazione dovrà essere ripensata o quantomeno adattata alla nuova situazione, ponendo interrogativi anche di natura liturgica e simbolica, considerando che si dovrà scegliere chi sarà il successore di Papa Francesco e come sarà gestito il prosieguo dell’Anno Santo.

Oltre al caso emblematico del 1700, la storia della Chiesa cattolica racconta di altri quattro episodi in cui il Giubileo, pur essendo stato indetto da un Pontefice, venne poi presieduto da un altro a causa della morte del primo. Nel 1775, infatti, Clemente XIV, dopo aver indetto il Giubileo, morì pochi mesi prima della sua apertura, che fu poi presieduta da Papa Pio VI. Simile fu la situazione nel 1550, quando Paolo III promulgò l’Anno Santo ma morì prima che si potesse aprirlo, affidandone la celebrazione a Giulio III.

Un altro caso risale al 1475. Papa Paolo II, con la bolla “Ineffabilis Providentia”, non solo programmò il Giubileo, ma stabilì anche che, a partire da quell’anno, l’Anno Santo sarebbe stato celebrato ogni venticinque anni. Anche lui però morì prima dell’inizio ufficiale, e la gestione del Giubileo passò nelle mani di Papa Sisto IV. Ancora più indietro nel tempo, nel 1390, Papa Urbano VI indisse il Giubileo, ma non visse abbastanza per vederlo realizzato, lasciandolo a Papa Bonifacio IX.
Ora, con la morte di Papa Francesco, il Giubileo del 2025 entra nella storia come un evento che segna profondamente la memoria collettiva della Chiesa, in un periodo di grande devozione e rinnovamento spirituale. Così come accadde nei secoli passati, anche questa volta sarà compito del successore raccogliere l’eredità di un Anno Santo iniziato sotto il segno della speranza e della misericordia, e traghettarlo fino alla sua conclusione, mantenendo vivo il senso di unità e di fede che Papa Francesco ha voluto imprimere fin dall’apertura della Porta Santa.


