Una notte scandita da sirene, esplosioni e messaggi d’emergenza. Nel Golfo l’allarme è tornato altissimo e, mentre le autorità invitano la popolazione alla prudenza, il timore è che la crisi possa allargarsi ancora. Al centro di tutto c’è un tratto di mare cruciale per il mondo intero.
La tensione tra Stati Uniti e Iran è precipitata di nuovo nelle ore notturne, con una serie di raid e contrattacchi che hanno coinvolto l’area dello Stretto di Hormuz e diversi Paesi della regione. Le informazioni arrivano dalle autorità e dai comandi militari delle parti coinvolte, in un quadro ancora estremamente confuso.
Washington ha confermato una nuova e vasta offensiva contro obiettivi militari iraniani. Secondo il Comando Centrale americano, l’operazione avrebbe colpito sistemi di difesa aerea, radar costieri, postazioni missilistiche, infrastrutture per i droni e imbarcazioni militari ritenute una minaccia per la navigazione commerciale. I raid, stando a fonti statunitensi, sarebbero proseguiti per oltre tre ore e avrebbero coinvolto caccia, navi da guerra e droni d’attacco. Esplosioni sono state segnalate in varie località della provincia iraniana di Hormozgan, tra cui Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik.

Le autorità locali iraniane sostengono che i bersagli fossero soprattutto strutture militari e una torre per le telecomunicazioni. Da Teheran è arrivata però anche la denuncia di vittime: un bombardamento americano su Mahshahr, nel sud-ovest del Paese, avrebbe causato un morto e quattro feriti. Secondo la ricostruzione iraniana, sarebbe stato colpito anche un impianto di pompaggio d’acqua per l’agricoltura.
La reazione dell’Iran non si è fatta attendere. Le Guardie della Rivoluzione hanno dichiarato di aver preso di mira diverse installazioni statunitensi nel Golfo e nell’area circostante: tra gli obiettivi indicati figurano la base aerea Prince Hassan in Giordania, un centro di comando per droni in Bahrein e la base Ali Al Salem in Kuwait.
In Bahrein, nella notte, sono risuonate le sirene antiaeree in più zone del Paese. Il ministero dell’Interno ha confermato l’attivazione delle misure di difesa, mentre in Kuwait le Forze Armate hanno annunciato di essere impegnate nell’intercettazione di «bersagli aerei ostili». Le esplosioni avvertite in diverse aree del Kuwait, spiegano le autorità, sarebbero legate proprio all’entrata in funzione dei sistemi di difesa aerea. L’invito alla popolazione è stato quello di attenersi alle comunicazioni ufficiali: un segnale della paura e dell’incertezza che stanno attraversando l’intera regione.
Il nodo più preoccupante resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico globale. Gli Stati Uniti affermano che le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico commerciale: un velivolo americano avrebbe abbattuto un missile da crociera e un drone lanciati dalle Guardie della Rivoluzione.
Nelle ultime ventiquattro ore, circa venti navi mercantili avrebbero attraversato lo stretto sotto il coordinamento delle forze statunitensi. Altre imbarcazioni avrebbero invece deciso di transitare autonomamente, nonostante il rischio e una situazione definita di forte instabilità. Teheran accusa Washington di avere sabotato gli sforzi diplomatici e di aver violato gli accordi raggiunti a giugno. Gli Usa, al contrario, sostengono che l’azione militare sia necessaria per proteggere le navi civili. Due versioni opposte, mentre il Golfo resta con il fiato sospeso e la paura di una nuova escalation si fa sempre più concreta.
In un’altra drammatica pagina della notte, le autorità russe hanno riferito di un attacco con droni nella regione di Mosca. Il governatore Andrei Vorobyov ha parlato di tre morti e cinque feriti: le vittime sarebbero state registrate nel villaggio di Pionersky, nel distretto di Istra, dopo la caduta di un drone. Altri due feriti, secondo quanto comunicato dalle autorità, si trovano a Solnechnogorsk, dove un velivolo senza pilota avrebbe colpito un edificio residenziale. Mentre il mondo segue con apprensione ogni aggiornamento dal Golfo, anche questo fronte continua a restituire immagini e notizie di una notte di guerra senza tregua.


