La fragile tregua tra Israele e Iran, celebrata con entusiasmo solo poche ore prima, è stata clamorosamente infranta nel giro di una notte. Le ostilità, mai del tutto sopite, hanno ripreso forza nonostante l’accordo di cessate il fuoco che sarebbe dovuto entrare in vigore martedì. A rendere ancora più incandescente il quadro sono state le dichiarazioni infuocate del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha commentato pubblicamente la situazione prima di imbarcarsi per il vertice Nato all’Aja.
Secondo quanto riportato dalla stampa americana, Trump avrebbe espresso una profonda delusione nei confronti di entrambe le parti, accusando apertamente sia Israele che l’Iran di aver infranto i termini dell’intesa. “L’hanno violato, ma anche Israele l’ha violato“, ha dichiarato in modo netto riferendosi all’Iran, per poi rincarare la dose: “Non sono contento di Israele. Riporta a casa i tuoi piloti. Adesso!”. Parole forti, pronunciate con evidente frustrazione e davanti ai cronisti, che confermano lo stato di tensione crescente tra Washington e i due attori principali del conflitto.
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L’amministrazione statunitense si era impegnata attivamente per mediare l’accordo, e il presidente aveva seguito personalmente, fino a notte fonda, l’evolversi degli eventi che avrebbero dovuto condurre all’effettiva attuazione della tregua. Ma la speranza di una de-escalation si è infranta al riaccendersi degli attacchi, scambiati tra le due potenze regionali in una spirale di accuse reciproche. La delusione di Trump si è trasformata in ira. “Non sanno cosa c… stanno facendo“, avrebbe sbottato, secondo fonti della Casa Bianca.

Nonostante la frattura del cessate il fuoco, Trump ha ribadito la propria linea politica verso Teheran: nessun appoggio a eventuali tentativi di rovesciamento del regime. “Non voglio vedere un cambio di regime in Iran“, ha dichiarato, spiegando che un simile scenario porterebbe soltanto al “caos”. Allo stesso tempo, ha assicurato che l’Iran non potrà sviluppare armi nucleari finché lui sarà alla Casa Bianca, sostenendo che la dirigenza iraniana avrebbe già rinunciato alle sue ambizioni atomiche.


'They don’t know what the f— they’re doing.'
— GB News (@GBNEWS) June 24, 2025
Watch as Donald Trump appears visibly furious, accusing both Israel and Iran of violating the ceasefire, saying they 'don’t know what the f— they’re doing.' pic.twitter.com/LFBVec7MP9
Il presidente ha poi avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo fonti interne alla Casa Bianca riportate dalla Cnn, la conversazione è stata “eccezionalmente risoluta e diretta”, al punto che Netanyahu avrebbe riconosciuto la gravità della situazione e mostrato comprensione per l’irritazione americana. Il gelo tra gli alleati segna un nuovo punto critico nei rapporti tra Washington e Tel Aviv, in un momento in cui la regione è tornata a essere teatro di instabilità e minacce crescenti.
Quel che resta, al momento, è uno scenario incandescente in Medio Oriente, segnato dall’ennesima occasione mancata per fermare le ostilità. La tregua è naufragata ancor prima di entrare in vigore, e le parole di Trump, per quanto dure, sembrano ormai poco più che un’eco impotente in mezzo al fragore delle bombe e delle accuse incrociate.
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