“È stata dura ma ce l’ho fatta”. Vittorio Sgarbi e il tumore: “Ho provato la sofferenza di chi lotta”

Vittorio Sgarbi, guarito dopo la dura battaglia contro il tumore. Il critico d’arte lo ha annunciato nelle ultime ore con un pizzico di sarcasmo che lo contraddistingue da sempre. Un cancro ai testicoli e dopo mesi l’esito di una battaglia vinta. Con una foto e un post su Facebook, Vittorio Sgarbi lo ha comunicato a tutti, fornendo anche alcuni dettagli finora messi a tacere.

“È stata dura, ma alla fine è andato tutto bene. Ringrazio quanti si sono presi cura di me (non faccio nomi perché l’elenco sarebbe lungo) ed in particolare i medici e gli infermieri del reparto di Oncologia dell’Ospedale Regina Elena di Roma. Poi chi, ogni giorno, sta al mio fianco e fa i conti con i miei ‘sgarbi’. Ho provato la sofferenza fisica di chi combatte questo male, ma voglio dire che dal cancro si può guarire”.

Vittorio Sgarbi guarigione tumore annuncio

Poi un appello rivolto a quanti stanno ancora lottando contro il terribile male: “Per questo, a chi sta affrontando una sfida come questa, dico: resistere, resistere, resistere! in culo alla balena. E alle capre”. Il critico d’arte e parlamentare a 69 anni aveva raccontato a Il Corriere della Sera che si era sottoposto a cure oncologiche, non senza denunciare le difficoltà per i pazienti oncologici di affrontare il percorso di terapia durante un momento segnato dalla pandemia.


Vittorio Sgarbi guarigione tumore annuncio

Con queste parole, il critico aveva raccontato il momento in cui ha scoperto la malattia: “Risulto affetto da cancro. L’ho scoperto un paio di mesi fa mentre facevo gli esami del sangue per un controllo”. In un’intervista al Corriere della Sera il critico d’arte nonché parlamentare Vittorio Sgarbi rivela di aver scoperto di essere malato oncologico e di aver contratto anche il coronavirus, sebbene in maniera asintomatica, e di soffrire di un problema alla prostata”.

Vittorio Sgarbi guarigione tumore annuncio
Vittorio Sgarbi guarigione tumore annuncio

“Il sangue è come un linguaggio, dice tutto. C’è un ingrossamento, c’è qualcosa che stanno analizzando. Non ho metastasi di nessun tipo e, fortunatamente, la cosa è circoscritta. I medici stanno studiando la situazione. Solo che oggi questa mia malattia sembra di serie B, meno importante della mitologia intorno alla pandemia. In aula mi fanno tenere la mascherina, che fa male alla mia malattia e non serve per combattere il Covid, che io non posso più avere perché l’ho già fatto. Un paradosso. Il mio caso si dovrebbe risolvere con la radioterapia ma l’oncologia, in generale, oggi è vittima del terrorismo mediatico che si fa per la pandemia”.