Abdel, eroe e bibliotecario a Timbuctù

La Bbc ha raccontato la straordinaria storia di Abdel Kader Haidara, proprietario di una delle maggiori biblioteche private di Timbuktu, che ha salvato 350.000 preziosissimi manoscritti antichi di 45 biblioteche della città, dalla furia distruttiva dei guerriglieri integralisti islamici. Timbuktu , splendida città del Mali ai margini del Sahara fu, dalla fine del 1200 alla metà del 1600, uno dei centri più importanti e sofisticati della cultura islamica: nelle case più benestanti e colte della città si formarono le più ricche biblioteche private: trattati religiosi e filosofici, volumi di matematica, di astronomia, di musica, di poesia. Manoscritti che passavano di padre in figlio come eredità preziosissima e testimonianza della storia di famiglia. Ma le bande armate di Ansar Dine, affiliate ad Al Qaeda conquistarono Timbuktu il 1° aprile 2012 e cominciarono ad attaccare qualunque cosa avesse ai loro occhi integralisti soltanto l’ombra di proibito, secondo la loro rigida interpretazione della dottrina islamica. Nell’estate del 2012 un gruppo di persone guidato Abdel Kader Haidara, impacchettò minuziosamente i manoscritti, riempiendo centinaia di casse di metallo che fece arrivare a Bamako, a oltre 400 chilometri di distanza dal nord del paese, controllato dai jihaidisti. A rendere possibile questa pericolosa missione fu la collaborazione di una rete internazionale di soccorso, che includeva le fondazioni olandesi Principe Claus e Doen, i ministeri degli Esteri dell’Aia e di Berlino, la fondazione Ford, l’Istituto di studi islamici Juma al Majid di Dubai. Il 28 gennaio gli uomini di Ansar Dine, rendendosi conto dell’imminente sconfitta, si ritirarono senza combattere, ma prima di abbandonare la città distrussero tutto quello che potevano, comprese le biblioteche dell’istituto Ahmed Baba. I danni furono limitati grazie al coraggio di questo eroico bibliotecario.