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“Il veleno nella mia città”. Nadia Toffa, cosa aveva rivelato al suo collega Alessandro Migliaccio

La morte di Nadia Toffa, la giornalista de Le Iene venuta a mancare il 13 agosto 2019, ha lasciato tutti sconvolti. Nadia Toffa era una persona che era entrata nelle vite di tutti per il suo sorriso, le sue inchieste, la voglia di giustizia, il desiderio di dar voce ai più deboli, agli ultimi. Ma Nadia Toffa era malata: da due anni aveva un tumore grave che se l’è portata via. Ma lei, negli anni della malattia, ha combattuto col sorriso sulla bocca senza mai perdere il coraggio e la speranza.

Tanti personaggi della televisione, dopo la morte di Nadia, hanno detto la loro riguardo le bella persona che era. Anche Alessandro Migliaccio, giornalista d’inchiesta e autore de Le Iene, ha ricordato Nadia in un’intervista a Il Mattino. E ha svelato più di quanto il pubblico potesse immaginare. Alessandro Migliaccio e Nadia Toffa si sono conosciuti nel 2009, poco dopo l’arrivo della giornalista bresciana nella redazione del programma di Italia 1. Continua a leggere dopo la foto


Dopo alcuni servizi a Napoli, la Toffa ha iniziato a occuparsi della Terra dei Fuochi, luogo dove ci sono picchi di tumori, specie di tumori infantili, per questo quell’area viene anche chiamata il “triangolo della morte”. Migliaccio la ricorda come “una donna eccezionale, professionista straordinaria” con la quale aveva “un legame molto intenso e affettuoso”. E ha aggiunto: “Mi mancherà tanto e mancherà a tutte le persone che ha conosciuto”. Migliaccio ha ricordato come Nadia viveva in prima persona il dolore delle sorti di coloro che abitavano nella Terra dei fuochi. Continua a leggere dopo la foto

“Era molto coinvolta, spesso in auto – quando spegnevo la telecamera – mentre tornavamo si sfogava e si incazzava per tutte quelle persone ammalate, per i bambini con poche speranze di vita perché il mostro, come lo chiamava, li stava uccidendo”. Per lei era un dolore enorme, un dolore che la perseguitava. Nadia Toffa viveva quello della Terra dei fuochi non solo come un problema ambientale: “Le dissi – aggiunge Migliaccio – che secondo me respiravano un’aria piena di veleni e lei replicò ‘vieni da me a Brescia e il veleno te lo faccio sentire io nell’aria della mia città’”. Continua a leggere dopo la foto

 

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E ora, ripensando al passato ha un’idea diversa: “Forse potrebbe essere vittima di una Terra dei fuochi del Nord”. Alessandro Migliaccio è convinto di una cosa: per Nadia Toffa fare la iena non era solo un lavoro “Era una missione: doveva aiutare il prossimo”. Nadia, come ricorda lo stesso Migliaccio, amava parlare con la gente in mezzo alla strada, amava creare legami, amava la vita. “Nadia non era una persona comune, ma assai speciale. Se entravi nella sua vita, ci restavi per sempre”.

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