Andrea Pucci fa un passo indietro e rinuncia a Sanremo dopo le polemiche esplose per la sua presenza come co-conduttore della terza serata. Il comico parla di un clima diventato irrespirabile e annuncia la scelta in modo netto: “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”.
Secondo Pucci, l’”onda mediatica negativa” nata attorno al suo nome avrebbe incrinato il rapporto con chi lo segue da anni, fino ad alterare “il patto fondamentale” con il pubblico. Da qui la decisione del “passo indietro”, con i ringraziamenti a Carlo Conti e alla Rai, per un’occasione che avrebbe dovuto essere una celebrazione e non un campo di battaglia.

“Il patto con il pubblico” e le parole sulla libertà
“Il mio lavoro – sottolinea Andrea Pucci – è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre!!! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell’uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l’intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce , gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell’annunciata partecipazione a Sanremo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del paese, altera il patto fondamentale che c’è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare”.
La vicenda diventa subito anche un caso politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sui social con parole durissime: “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco”.

Meloni aggiunge un’accusa frontale alla sinistra: “Ma anche – sottolinea – questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera “sacra” la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”. A stretto giro arriva anche Matteo Salvini: “Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso”.
Pucci, intanto, torna sulle ragioni personali e sul peso del momento: “A 61 anni – continua Pucci – dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene.” Una frase che suona come una resa, ma anche come la chiusura di un capitolo diventato troppo tossico per essere affrontato sul palco più esposto d’Italia.
Poi i ringraziamenti e la replica alle accuse, con un passaggio destinato a far discutere: “Devo e voglio ringraziare Carlo Conti, la Rai, e tutti coloro che hanno creduto, pensato e proposto questa occasione che avrebbe significato per me una meravigliosa celebrazione. Nel 2026 – afferma ancora l’attore replicando alle accuse che gli sono state rivolte in questi giorni – il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l’uomo di destra e l’uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese!”.
Nel finale, Pucci respinge anche le etichette più pesanti: “Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno. Rimando quindi tutti gli in bocca al lupo a Carlo Conti – conclude – augurandogli un’edizione di successo e vi aspetto a teatro”. Un congedo che sposta l’orizzonte dal Festival al palco “di casa”, quello dei suoi spettacoli.
L’annuncio e le polemiche nascono a valle delle scelte di Carlo Conti: mercoledì 25 aveva annunciato Lillo, giovedì 26 era toccato ad Andrea Pucci. In poche ore, però, sui social monta la bufera e arriva anche l’interrogazione del Pd in Vigilanza, con la richiesta di chiarimenti sulla presenza di un comico giudicato “divisivo” e legato a monologhi poco politicamente corretti.
Nel mirino finisce anche l’eco mediatica alimentata da Selvaggia Lucarelli, che su Instagram scrive: “Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa body shaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie”. Il riferimento tocca Laura Pausini (“quella che non canta Bella ciao”) e probabilmente Morgan (“lo stalker canterino amico di Giorgia”), citato per la serata dei duetti.
A quel punto arrivano le parole dei parlamentari Pd della commissione di vigilanza Rai: “Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo”. Un attacco che alza ulteriormente il livello dello scontro.
“Complimenti…”. Sanremo 2026, polemica su Carlo Conti dopo l’annuncio degli ultimi co-conduttori


