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“È quello che devo dire”. Pippo Baudo, il ricordo di Pupo è con polemica

Pupo Pippo Baudo

Nel fiume di ricordi e tributi che in questi giorni stanno accompagnando l’ultimo saluto a Pippo Baudo, c’è stata anche la voce fuori dal coro di Pupo. Il cantante toscano, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, ha scelto un tono diverso rispetto a quello della maggior parte dei colleghi, alternando affetto e gratitudine a una punta di critica nei confronti del conduttore scomparso sabato scorso a 89 anni.

Le sue parole, affidate a La Nazione, hanno spiazzato molti lettori e subito diviso l’opinione pubblica. “La scomparsa di Pippo Baudo ha generato un’infinità di post e commenti. Tantissimi artisti e addetti ai lavori hanno tirato fuori dall’album dei ricordi foto e pensieri per rendere omaggio a questo grandissimo personaggio. Naturalmente, come sempre accade in questi casi, nessuno è andato fuori dal coro dell’apologia. Anche io, che non ho mai fatto parte di nessun coro, desidero comunque salutare e ringraziare Pippo Baudo per tutto ciò che ha fatto per la musica italiana ma, soprattutto, desidero ringraziarlo per non avermi mai considerato e aiutato”, ha scritto l’artista.

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Pupo, il ricordo di Pippo Baudo e l’attacco: cosa ha detto

Una dichiarazione che ha immediatamente attirato l’attenzione, suscitando dibattiti sui social. C’è chi ha definito il tono “irriverente” e fuori luogo in un momento di dolore, ma anche chi ha apprezzato la franchezza di Pupo, vedendola come un segno di autenticità. Non si è trattato, però, solo di un’affermazione spiazzante. Il cantante ha raccontato anche un retroscena inedito, un episodio risalente agli anni Ottanta: “Mi disse che gli stavo antipatico e, soprattutto, gli stava antipatico il mio nome d’arte: Pupo. Il più grande talent scout di tutti i tempi aveva sentenziato già negli anni ’80 la mia fine”.

Pupo Pippo Baudo

Un giudizio che lo ferì profondamente ma che, a suo dire, contribuì a rafforzarlo. “Ci rimasi malissimo, non mi buttai giù, anzi, mi rimboccai le maniche e ricominciai a combattere”, ha spiegato Ghinazzi, sottolineando come proprio quella critica sia stata la scintilla per ritrovare energia e determinazione. Ed è in questa chiave che il suo messaggio si è trasformato in un saluto sincero e personale.

Rivolgendosi direttamente al conduttore, Pupo ha concluso: “Grazie Pippo, senza di te, probabilmente, non avrei mai trovato quella tenacia e quella forza di reagire che oggi mi permettono di festeggiare i 50 anni di carriera e di essere sempre un ‘Pupo’. Che la terra ti sia lieve, grandissimo uomo e monumentale artista”.

Parole che racchiudono il contrasto di un rapporto mai realmente sbocciato ma che, a distanza di decenni, hanno lasciato il segno nella vita e nella carriera del cantante. Ed è proprio questo equilibrio tra amarezza e gratitudine che ha reso l’omaggio di Pupo diverso dagli altri, generando discussioni e interpretazioni differenti tra chi lo ha visto come un gesto coraggioso e chi, invece, lo ha percepito come un’occasione mancata per mettere da parte vecchie incomprensioni.


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