Anche oggi Milano si è raccolta in silenzio attorno al Piccolo Teatro Grassi, dove continua il pellegrinaggio di amici, colleghi e cittadini per salutare Ornella Vanoni. Fin dalle prime ore del mattino, una lunga fila ha attraversato la pedonale di via Dante per raggiungere la camera ardente, trasformata in un luogo di memoria collettiva. Tra quanti hanno voluto renderle omaggio si sono visti volti noti della musica e dello spettacolo: Caterina Caselli, Gianna Nannini, Paolo Rossi e molti altri, mescolati alla gente comune che ha riempito il cortile e gli spazi interni con un’emozione composta. È in questo clima di affetto che la conduttrice Serena Dandini ha scelto di ricordarla definendola “una grande maestra di libertà per tutte le ragazze, le donne e non solo”. Le sue parole, pronunciate con un filo di voce, hanno restituito la misura di ciò che Vanoni ha rappresentato oltre i confini della musica.
Nel corso della mattinata il tributo si è arricchito di nuove voci, come quella di Geppi Cucciari, che ha spiegato: “Era parte della mia vita già prima di incontrarla. Mi dispiace di averla vista meno di quanto avrei voluto. Ha avuto sempre il coraggio di dire quello che voleva”. Una testimonianza che, nel ricordare la sua franchezza, ha fatto riaffiorare il tratto distintivo dell’artista: una donna capace di attraversare le epoche senza mai perdere la sua libertà interiore. A pochi passi dal feretro, anche Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti e amica di lunga data, ha scelto parole sincere e dense di incredulità: “Le sue canzoni rimarranno per sempre e ognuno si terrà la sua. Faccio fatica a immaginare che lei sia lì in quella bara”. Una confessione che ha commosso chi l’ascoltava, ricordando quanto fosse profondo il legame tra le due.

Ornella Vanoni, il gesto di Maria De Filippi
Poco prima della chiusura della camera ardente è arrivato anche l’arcivescovo della Chiesa Ortodossa ucraino-russa Giovanni Climaco Mapelli. Ha voluto condividere un ricordo personale, un piccolo frammento privato che ha illuminato un aspetto meno conosciuto della cantante: “L’ultima volta che l’ho incontrata mi disse che, nonostante non fosse credente, era innamorata di Gesù”. Un aneddoto semplice, ma capace di restituire l’essenza di una donna curiosa, spirituale, sempre in dialogo con il mistero della vita, anche senza appartenere a un credo preciso.

Nel primo pomeriggio, quando il feretro è stato portato alla chiesa di San Marco nel cuore di Brera, la folla si è spostata compatta verso il luogo delle esequie, in programma alle 15. Qui, a rendere ancora più visibile l’affetto che il mondo dello spettacolo nutre per lei, è arrivata la corona scelta da Maria De Filippi: un tripudio di fiori rosa e fucsia intrecciati ai gialli che Ornella amava, un omaggio discreto ma profondamente sentito. Le due erano molto unite, un rapporto di stima e confidenza che si era consolidato negli anni e che rende oggi ancora più prezioso questo gesto.


Nella seconda parte della giornata è riemerso un ricordo che molti fan avevano scolpito nella memoria: l’ultima apparizione televisiva di Ornella Vanoni. Era il 9 novembre, ad Amici, puntata registrata tre giorni prima. Un ingresso accolto da una standing ovation spontanea, con il pubblico in studio in piedi, a battere le mani finché la cantante non aveva preso posto accanto agli altri giudici. Poche ore dopo la scomparsa, Maria De Filippi aveva voluto ricordare proprio quel momento condividendo una loro foto e scrivendo: “Quando il pubblico ti ha visto, si sono alzati tutti in piedi e tutti battevano le mani. Ancora applaudono, ancora applaudiamo”. Un pensiero che oggi, mentre l’Italia la saluta per l’ultima volta, sembra restituire l’eco di quell’applauso che non si è mai davvero fermato.
E così, mentre Milano accompagna Ornella Vanoni nel suo ultimo viaggio, resta la sensazione di una presenza che continua a vibrare: nelle sue canzoni, nelle parole degli amici, nel ricordo di chi l’ha amata da vicino e di chi l’ha seguita da lontano. Un addio corale che non chiude una storia, ma la rimette in circolo, pronta a risuonare ancora.


