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I postumi del nazismo? Ci convive un tedesco su tre

Un tedesco su tre ancora soffre di trauma da Seconda Guerra Mondiale. Non solo quelli (pochi,ormai) che l’hanno vissuta, anche quelli che sono nati in quell’epoca e i loro figli. È quanto la giornalista e scrittrice Sabine Bode, che da anni raccoglie pareri di psicologi sulle conseguenze sulle generazioni successive alle guerre, ha raccontato in un’intervista al quotidiano Die Welt. Quelli che lei definisce i nipoti della guerra soffrono, sostiene, «di paure inspiegabili e di un’incertezza esistenziale di fondo» inoltre «hanno sempre un piede sul freno e uno sull’acceleratore». Questa sarebbe la conseguenza dell’educazione impartita dai genitori e dai nonni, cresciuti sotto il regime nazista e quindi incapaci di esternare le proprie emozioni. Insieme all’atteggiamento glaciale, anche la ricerca di certezze che hanno inculcato ai figli, sarebbe stata deleteria: «I bambini hanno bisogno di interesse, incoraggiamento e sostegno nel tentativo di realizzare le loro idee. È sbagliato impedire loro di correre rischi» ha concluso Bode. 



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