Una nuova puntata di DiMartedì, il talk show condotto da Giovanni Floris su La7, ha acceso un acceso dibattito politico e mediatico. Al centro della polemica, ancora una volta, c’è Maurizio Landini, segretario della Cgil, noto per il suo linguaggio diretto e per le posizioni spesso controcorrente. Nel corso della trasmissione del 15 ottobre, il sindacalista ha infatti rivolto parole durissime contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, scatenando una tempesta di reazioni e accuse di sessismo.
Tutto è cominciato quando la discussione si è spostata sul tema del conflitto a Gaza e sulle scelte del governo italiano in politica estera. Landini, criticando l’atteggiamento di Meloni nei confronti degli Stati Uniti e, in particolare, dell’ex presidente Donald Trump, ha dichiarato: “Cosa che non ha fatto la Meloni che in realtà si è limitata a fare la cortigiana di Trump e non ha mosso un dito. Per fortuna che c’erano i cittadini italiani che sono scesi in piazza e hanno difeso la dignità e l’onore di questo Paese”. Parole forti, pronunciate davanti a milioni di telespettatori, che hanno immediatamente fatto discutere.
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Maurizio Landini contro Giorgia Meloni, interviene Giovanni Floris
Il segretario della Cgil, con il suo consueto tono polemico, ha voluto sottolineare quella che, a suo dire, sarebbe una mancanza di autonomia del governo italiano nelle scelte internazionali, accusando Meloni di seguire pedissequamente la linea americana. Ma l’espressione utilizzata, “cortigiana di Trump”, ha immediatamente alzato un polverone, apparendo a molti come un insulto di natura sessista, soprattutto considerando la sensibilità della sinistra su questi temi.

Giovanni Floris, nel tentativo di riportare il confronto su toni più pacati, è intervenuto per chiarire l’intenzione dell’ospite. “Cortigiana verrà ripreso perché è un termine in qualche modo sessista. Intende dire: stare in qualche modo sulla scia di Trump senza incidere?”, ha chiesto il conduttore, cercando di evitare ulteriori polemiche. Landini, colto sul momento, ha provato a correggere il tiro spiegando: “Beh, certo. Intendo stare alla corte di Trump, essere il porta borse di Trump”.
Nonostante la rettifica, la frase iniziale ha continuato a far discutere anche dopo la fine del programma. Sui social, molti utenti hanno accusato Landini di incoerenza, ricordando come la sinistra si dichiari spesso in prima linea nella lotta contro ogni forma di linguaggio discriminatorio, mentre altri hanno difeso il sindacalista sostenendo che si trattasse solo di un’espressione figurata, priva di intenzioni sessiste.

#Landini ha detto che “#Meloni è la cortigiana di #Trump” in diretta tv su LA7.
— Filippo Tudisco (@TheTudo94) October 15, 2025
Questo va oltre lo squallido sessismo. IL SEGRETARIO DELLA CIGL HA APPENA DELLA PROSTITUTA ALLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E NESSUNO DICE NIENTE.
Ma a che livello di bassezza sono arrivati? pic.twitter.com/M1fIryCCfy
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla comunicazione politica e sui toni sempre più accesi che caratterizzano il confronto pubblico. Ancora una volta, la televisione è diventata il palcoscenico di scontri verbali che finiscono per oscurare il merito delle questioni, trasformando il dibattito in un’arena dove a fare notizia non sono le idee, ma le parole scelte per esprimerle.


