Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“C’è una cosa che devono verificare”. Garlasco, Sempio torna a parlare in tv

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a produrre effetti non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello umano e sociale. Tra attesa per gli sviluppi dell’inchiesta, attenzione costante dei media e un dibattito che si alimenta anche sui social, la vicenda resta al centro di un racconto pubblico che coinvolge direttamente le persone indagate e condiziona la loro vita quotidiana.

“Sono in un limbo, vivo come sospeso. Da circa un anno la mia vita ruota attorno a questo caso, le giornate sono tutte uguali. Garlasco è diventata una sorta di serie tv in cui tutti, parlo di persone comuni, sentono di poter condurre delle piccole indagini personali”. A parlare è Andrea Sempio, attualmente indagato dalla procura di Pavia con l’ipotesi di reato per concorso in omicidio per il delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Raggiunto dalle telecamere de La Vita in Diretta, il programma di Rai 2 condotto dal giornalista Alberto Matano, il 39enne non esclude l’ipotesi di un eventuale rinvio a giudizio.

Leggi anche: Garlasco, il generale Garofano: “La famiglia Cappa? Cosa è emerso davvero dalle indagini”


“C’è una cosa che devono verificare”. Garlasco, Sempio torna a parlare in tv

“Si presume e mi auguro che ci sia una imminente chiusura delle indagini. Ci aspettiamo l’udienza preliminare e speriamo di chiudere definitivamente questa vicenda”, ha dichiarato Sempio. La nuova inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone, è stata avviata lo scorso marzo, a 18 anni dal delitto. Sotto la lente degli inquirenti ci sono una serie di indizi che, secondo l’accusa, getterebbero ombre sull’attuale indagato: dall’impronta di una mano evidenziata sul muro della tavernetta in cui venne trovato il corpo senza vita della vittima, classificata come la “numero 33”, fino all’esito della perizia firmata dalla genetista Denise Albani.

Secondo la consulenza, sui margini ungueali della mano destra di Chiara vi sarebbe una traccia di Dna maschile compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. “Gli indizi di per sé non mi preoccupano. – afferma il 39enne – L’unica cosa che si potrebbe approfondire e verificare da un punto di vista tecnico, qualora dovessimo arrivare all’udienza preliminare, credo sia l’impronta 33”.

Rispondendo a una domanda di Matano se ritenesse Alberto Stasi responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, Sempio ha ribadito quanto già dichiarato in una recente intervista a Verissimo, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin: “Le sentenze hanno acclarato questo e io non ho le competenze per metterle in dubbio. Conosco le mie carte, ma non quelle che riguardano il procedimento a carico di Stasi”.

Nel corso dell’intervista, il 39enne ha parlato anche dei suoi familiari. Il padre, Giuseppe Sempio, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari a carico del pm Mario Venditti, coordinata dalla Procura di Brescia. “Mi sento responsabile per tutti i miei familiari che sono coinvolti direttamente o indirettamente in questa vicenda. – spiega – Mi sento un peso addosso, anche se non l’ho voluto io”.

Ad ogni modo, Sempio sembra poter contare sul sostegno della famiglia Poggi: “Sento ancora Marco (il fratello di Chiara, ndr), anche se sporadicamente. – rivela – Non ho mai incontrato i suoi genitori in questi mesi, ma da parte loro c’è sostegno e vicinanza”. Quanto alle notizie, talvolta prive di riscontro, che circolano sui social, il 39enne taglia corto: “Tutti commenti di odio ti permettono di vedere tutte le cose nel modo peggiore possibile. Paradossalmente, questo è l’unico lato positivo dei social”.

Nel corso del confronto televisivo, Sempio ha poi raccontato di trascorrere molto tempo a leggere le carte dell’inchiesta ma anche le notizie che circolano sui social. Ed è proprio da qui che emerge uno degli aspetti più inquietanti: “Per farvi capire come è la situazione… Ci sono dei gruppi (social ndr), in cui persone, non inquirenti, si passano i miei movimenti. C’è chi scrive ‘l’ho visto in quel posto’, ‘l’ho visto in quell’altro’. Un monitoraggio costante? Sì, persone che conducono le loro piccole indagini. E sono persone normali, non inquirenti. Come se fosse diventata una serie tv a cui loro possono partecipare”. A quel punto Alberto Matano ha commentato in diretta: “Fa molta impressione“.

Ha parlato anche l’avvocato Angela Taccia, che assiste Andrea Sempio assieme al collega Liborio Cataliotti. “Sono molto più concentrata sul lavoro che dobbiamo svolgere, che su tutto il resto. – ha puntualizzato – Come avvocato agisco con lucidità, come amica mi dispiace per Andrea, Marco e la famiglia Poggi”. E infine: “Siamo umani, prima che professionisti”.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure