Dopo gli ultimi sviluppi sulla nuova indagine relativa al delitto di Garlasco, è tornato a parlare il generaleLuciano Garofano. L’ex comandante dei Ris, intervistato in collegamento nel programma di Rai Due “Lo Stato delle Cose”, ha commentato le recenti ricostruzioni televisive e il riemergere di vecchi testimoni, finiti di nuovo al centro dell’attenzione mediatica. Ospiti del programma di Massimo Giletti anche l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, la giornalista Ilenia Petracalvina e, in collegamento, il direttore del settimanale Gente, Umberto Brindani.
L’ex consulente di Andrea Sempio è stato incalzato soprattutto sulla figura di Muschitta, testimone ritenuto inattendibile, alla luce di un servizio de Le Iene che parla di due persone pronte a confermarne la versione di quest’ultimo. Garofano, però, ha ribadito con decisione la posizione già assunta dagli inquirenti: “Muschitta è sempre stato considerato dall’autorità giudiziaria inaffidabile, la sua posizione è chiarita, sulla famiglia Cappa è stata fatta una indagine durante la prima indagine che poi ha portato alla condanna di Stasi”.
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Garlasco, il generale Garofano: “La famiglia Cappa? Cosa è emerso davvero dalle indagini”
L’ex capo dei Ris si è quindi rivolto direttamente ad Alessandro De Stefano, autore del servizio de Le Iene. “Spero che l’autore de Le Iene abbia suggerito o promosso che queste due testimonianze siano valorizzate dalle indagini in questo momento in atto, però non mi sembra abbiano valore e, se lo avessero avuto, nel corso di 7 o 8 mesi sicuramente avremmo avuto qualche segnale positivo da questo punto di vista”.

Nel suo intervento, Garofano si è poi soffermato su un elemento spesso richiamato, ovvero la telefonata tra Muschitta e il padre avvenuta il giorno successivo alla testimonianza. Un episodio che, isolato dal contesto, può apparire suggestivo, ma che secondo l’ex comandante dei Ris non modifica il quadro complessivo emerso dalle indagini. “Se noi isoliamo questa intercettazione dal contesto delle indagini è suggestiva, ma sono state fatte delle indagini che significano riscontri e verifiche e Muschitta è stato ritenuto inattendibile e parallelamente è stata indagata la famiglia Cappa, si parla di aspetti superati, ma che le portino in Procura… se questi testimoni non sono stati chiamati da una indagine così attenta come quella di oggi io penso che perdano significato queste testimonianze, anche perché sappiamo che, a distanza di tempo, le testimonianze dal punto di vista criminologico perdono di valore e credibilità”.

Garofano ha quindi allargato il discorso alle accuse e ai sospetti che nel tempo hanno coinvolto anche altre persone, ribadendo come più livelli di giudizio non abbiano mai fatto emergere elementi concreti. “Il capo di Muschitta dice che Cassese lo avrebbe minacciato e questo è gravissimo, spero che Cassese proceda. Ci sono stati 5 processi e c’è una indagine in corso e sulle sorelle Cappa e sulla famiglia Cappa e tutto quello che ruota attorno ai Cappa non è emerso assolutamente nulla. Le indagini le fanno i pm che si avvalgono della polizia giudiziaria, questo è il sistema, e sia quelli di allora che quelli di adesso non hanno trovato alcun elemento che ruota attorno al discorso Cappa e a tutto ciò che ruota al testimone inattendibile”.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi rinvenuti nel computer della villetta di Garlasco, un aspetto che oggi potrebbe essere riletto alla luce delle nuove tecnologie investigative. Garofano ha sottolineato come gli strumenti a disposizione siano profondamente cambiati negli ultimi anni, aprendo alla possibilità di nuovi accertamenti più avanzati rispetto al passato.
Su questo punto, l’ex comandante dei Ris ha spiegato: “C’era un video intimo di Chiara che riceve attraverso una email inviata dal dottor Stasi. Tutto questo mi porta a considerare una cosa, gli strumenti sono cambiati. Negli ultimi tempi l’aspetto informatico credo che abbia suscitato più interesse, spero che effettivamente possa anche la Procura, così come il dottor Reale ha detto venerdì a Quarto Grado, fare degli accertamenti con gli strumenti di oggi per scoprire cosa non è stato scoperto allora”. Resta ora da capire se gli inquirenti decideranno di raccogliere l’invito e approfondire questa pista con le tecnologie attuali.


