Il nome di Alberto Stasi continua a occupare un posto centrale nel dibattito giudiziario e mediatico italiano. A distanza di anni dal delitto di Chiara Poggi, ogni nuovo sviluppo riaccende polemiche, sospetti e ricostruzioni che dividono opinione pubblica ed esperti. Il caso di Garlasco resta uno dei più discussi degli ultimi decenni, capace ancora oggi di generare tensioni e scontri anche fuori dalle aule di tribunale.
Accanto a lui, una figura che negli ultimi mesi è tornata sotto i riflettori è quella dell’avvocato Antonio De Rensis, difensore determinato e spesso protagonista di interventi pubblici molto netti. Le sue dichiarazioni, soprattutto in ambito televisivo, hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sul caso, alimentando un confronto acceso tra giustizia, informazione e opinione pubblica.

Garlasco, l’annuncio di Antonio De Rensis a Ore 14
Non usa giri di parole Antonio De Rensis, il legale di Alberto Stasi, per rispondere all’esposto presentato contro di lui e contro Alessandro Di Giuseppe de Le Iene. L’accusa, mossa da una giornalista, ipotizza un tentativo di manipolazione dell’informazione riguardo alle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi. Ospite di Milo Infante nel corso della trasmissione Ore 14 Sera su Rai 2, l’avvocato ha respinto ogni addebito con toni particolarmente duri.
La replica in diretta è arrivata senza esitazioni. Secondo quanto contenuto nell’esposto, esisterebbero registrazioni audio e fotografie in grado di documentare presunte anomalie nella gestione mediatica del caso. Una ricostruzione che De Rensis ha bollato senza mezzi termini: “L’esposto contro di me è un’operazione spazzatura, volevano colpire come primo obiettivo Stasi. I primi a doversi sentire offesi da questa operazione spazzatura sono i giornalisti italiani perché pensare che un uomo che vive nella provincia di Bologna possa orientare tutta la stampa italiana è un’offesa a tutti i giornalisti italiani”.

Il legale ha poi rilanciato, sfidando apertamente chiunque a dimostrare eventuali pressioni: “Sfido un giornalista a dire che io l’ho pressato, ho tentato di convincerlo, se c’è si faccia avanti. Io farò come i giocatori di poker, andrò a vedere, partirò con azioni vere. Non ho frequentato giornalisti in maniera particolare, mai inviato un vocale, se vengo messaggiato chiamo”. Parole che evidenziano una linea difensiva improntata alla totale negazione di qualsiasi interferenza con il mondo dell’informazione.
Nel corso dell’intervento è emerso anche un sospetto, senza però indicare nomi precisi. De Rensis ha raccontato un episodio che coinvolgerebbe una cronista incontrata il 22 gennaio scorso in un noto ristorante di Milano. Un incontro che, secondo la sua versione, si sarebbe svolto in modo assolutamente trasparente e senza contenuti sensibili.

Avv. De Rensis: 'Quando verificherò chi è questa giornalista, spero che non sia quella alla quale ho pensato perché, qualora dovesse essere, non vorrei essere nei suoi panni da un punto di vista giudiziario, perché il mio telefono è qua.'#Garlasco #DeRensis #Ore14Sera pic.twitter.com/Es7eMknxh8
— Anto ✨ (@bimbadiderensis) April 24, 2026
“C’è stata una giornalista che mi ha fatto un pressing anomalo e sapendo che è in rapporti con un mondo ostile a noi, con lei ho cenato il 22 gennaio in un ristorante noto di Milano, in un tavolo centrale, davanti a tutti, e tutti possono testimoniare cosa è accaduto. Quella sera ho parlato per l’80% di cose che non c’entrano con l’inchiesta, di Garlasco non ho detto niente di cui non parlo abitualmente. Non so se è lei, però non avendo parlato con nessuno, per deduzione… Non vorrei però essere nei suoi panni dal punto di vista giudiziario, il mio telefono è qua”.
Il passaggio finale ha assunto i toni di una vera e propria dichiarazione di guerra sul piano legale. L’avvocato ha lasciato intendere che non si limiterà a difendersi, ma andrà all’attacco: “Probabilmente temo che questa persona, se è lei che ha fatto l’esposto, non abbia capito in che gioco si faceva trascinare. Io amo i combattimenti e adesso salgo sul ring. Non mi dedicherò soltanto alla giornalista ma andrò a scavare più a fondo e vedrà che qualcosa trovo”.
Parole che aprono uno scenario ancora più acceso attorno al caso Garlasco, dove il confine tra inchiesta giudiziaria e scontro mediatico appare sempre più sottile. E mentre le indagini continuano a far discutere, il confronto tra le parti sembra destinato a proseguire con toni sempre più duri.


