“Ero accanto a lui, poi è morto”. Il dramma di Eleonora Pedron, l’addio al papà dopo quell’incidente

Mai come questa volta Eleonora Pedron si è aperta. Un colpo al cuore e un ricordo che segna la vita per sempre. Nelle settimane scorse l’ex miss Italia era tornata a far parlare di sé per la sua mini reunion con il ‘corsaro nero’ Max Biaggi. Separati da tempo ma sempre uniti quando si tratta dei figli. Max Biaggi ed Eleonora Pedron sono il perfetto esempio di come mettere da parte problemi e incomprensioni per amore dei propri figli.


L’occasione era stata il compleanno della figlia 12enne Inès. Il mini party era andato in scena a Monte Carlo sul social e come detto le immagini sono state condivise sui social da entrambi i genitori. Sorrisi e abbracci perché Eleonora Pedron bene sa quanto sia importante una famiglia. Famiglia che lei ha visto disgregarsi per colpa degli anni per colpa di un destino cinico e crudele. L’occasione per parlarne è arrivata sulle colonne del Corriere della Sera.

Eleonora Pedron


Un’intervista in cui presenta L’ho fatto per te, il libro che ha appena scritto, in vendita da domani, mercoledì 13 ottobre. Si tratta della storia della sua vita, della bimba che ancora parla dialetto veneto. La storia di Eleonora Pedron che ha 9 anni la sorella maggiore di sei anni, Nives, in un incidente d’auto, al volante c’era sua madre. E sempre un incidente d’auto le aveva tolto il padre.


Eleonora Pedron


Quella volta seduta in macchina c’era proprio Eleonora Pedron. Stavano tornando a casa da Cologno Monzese, dove erano stati per un provino di Striscia la Notizia. Lei voleva fare la velina. Nell’incidente la Pedron si ruppe il bacino e la spalla sinistra, oltre al trauma cranico che le procura ancora adesso problemi di memoria. Il padre entrò in coma e non si è mai più svegliato.

Eleonora Pedron


Era maggio 2002. Quattro mesi dopo Eleonora Pedron veniva eletta miss Italia. Ricordando quei momenti difficili non può che piangere: “Non posso provare senso di colpa, doveva andare così. Mio padre era molto orgoglioso di me e so che quel viaggio è stato una cosa bella per lui e, nonostante tutto, anche per me”. E rabbia? “Forse un po’. Non quanto mia madre. Ho accettato, trattenendo le cose dentro. L’ho fatto da quando ero piccola: non avevo chiesto io di crescere così in fretta”. Poi Eleonora Pedron conclude: Forse provo rabbia a non poter pranzare tutti insieme la domenica. Provo rabbia al pensiero che i miei figli non abbiano potuto conoscere un nonno e una zia così speciali. Ma con la rabbia non si vive. Quando sono nati Inés e Leon ho avuto un messaggio chiaro dalla vita: loro mi hanno dato ancora più forza”.