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Roberta Bruzzone, il racconto del dramma vissuto: “Mi ha distrutta e umiliata”

Roberta Bruzzone Amore

Roberta Bruzzone, volto noto della criminologia italiana e presenza fissa in televisione quando si parla di delitti e dinamiche relazionali tossiche, da anni offre consigli su come riconoscere e superare rapporti pericolosi. Eppure, dietro la sua determinazione e la sicurezza che mostra davanti alle telecamere, si nasconde una storia personale segnata da momenti di fragilità. “A tutti nella vita arriva un momento di difficoltà, un lutto, la perdita del lavoro, un problema finanziario. Si diventa vulnerabili ed è in quel momento che il manipolatore trova il suo spazio e attacca”, confida la Bruzzone, ricordando come nessuno sia davvero immune dalle insidie di certe relazioni, nemmeno chi si occupa ogni giorno di studiarle.

Il momento più difficile della sua vita, racconta, è coinciso con la perdita di una persona a cui era profondamente legata: “Mia nonna Angiolina, alla quale ero legatissima, sono cresciuta con lei: stavo male e sono caduta in una relazione disfunzionale. Se fossi stata in condizioni normali, neanche l’avrei visto quell’uomo”. Invece, la vulnerabilità seguita al lutto l’ha portata tra le braccia di una persona che inizialmente sembrava capace di risollevarla. “Il primo anno ha costruito, sembrava la soluzione a tutti i miei problemi. Il secondo anno invece mi ha distrutto: è iniziata una manipolazione che mi ha portato a dubitare di ogni mia certezza, addirittura della mia persona. Mi sviliva, mi umiliava. Alla fine ne sono uscita, ma quella relazione mi ha insegnato parecchio”.

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Roberta Bruzzone Amore


Roberta Bruzzone e la rivelazione sull’amore tossico: “Sono stata umiliata”

Questa esperienza difficile appartiene ormai al passato, ma ha segnato profondamente la sua visione delle relazioni. Oggi Roberta Bruzzone vive una storia d’amore solida e serena accanto a Massimo Marino, uomo che descrive come la sua unica vera relazione significativa: “Per quindici anni è stato il comandante operativo dei Nocs, il reparto speciale della Polizia. Poi gli hanno chiesto di trasferirsi due anni a Kabul, per l’ambasciata, un’esperienza forte: ci incontravamo ogni due-tre settimane a Dubai. Attualmente dirige un commissariato importante a Roma, si occupano anche di violenza di genere. È lui l’unica relazione significativa della mia vita, gli altri sono stati figuranti. Condividiamo molte passioni, anche quella di fare rock”.

Roberta Bruzzone Amore

Risalendo agli anni dell’università, Bruzzone ricorda quanto sia stata determinata nel costruirsi una strada autonoma: “Ho fatto la cameriera nei locali e la barista in discoteca – ricorda la criminologa -. Finivo la serata alle 4 di mattina e alle 5.30 avevo il treno per andare in università. Ce l’ho sempre fatta da sola: arrangiarmi senza chiedere aiuto e non dover dire grazie a nessuno è qualcosa che ho dentro”. Una lezione di indipendenza e resilienza che ancora oggi è parte integrante del suo modo di essere.

Quando le viene chiesto se qualcosa la spaventi, la risposta è sorprendentemente umana, a dispetto dell’immagine da donna di ferro: “Delle malattie. Per il resto non mi impressiona niente, ho un’ottima gestione dei contenuti ad alto impatto, la mia mente ormai li padroneggia. Ma la malattia mi terrorizza: ho sempre vissuto al 110%, non saprei fare altrimenti”. Un’ammissione che rende Roberta Bruzzone ancora più autentica agli occhi di chi la segue, svelando la complessità di una donna che ha fatto della forza e della consapevolezza il suo tratto distintivo.


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