Secondo il quotidiano torinese La Stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe intenzionata a partecipare al Festival di Sanremo, in programma il 24 febbraio. Una presenza che la vedrebbe seduta in platea al Teatro Ariston, per assistere allo spettacolo condotto da Carlo Conti e Laura Pausini, con i trenta big in gara pronti a esibirsi. Una scelta che solleva interrogativi: semplice partecipazione istituzionale o mossa politica studiata?
“Rai Uno, ore 20.40 del 24 febbraio. Carrellata sulla platea Ariston, prima serata del Festival di Sanremo. Il primo volto noto inquadrato potrebbe essere quello di Giorgia Meloni, con la figlia Ginevra accanto”, scrive La Stampa. È questo il retroscena che riporta Sanremo 2026 al centro del dibattito politico e mediatico, intrecciando spettacolo e istituzioni in uno scenario che, se confermato, avrebbe un forte valore simbolico.
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Sanremo 2026, si ipotizza la presenza di Giorgia Meloni
Il contesto è delicato. Gli stessi artisti in gara, pochi giorni fa, erano saliti al Palazzo del Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intonando Azzurro di Adriano Celentano. “Un dettaglio che a Palazzo Chigi ha generato più di un malumore e qualche ora di silenzioso tormento. La riserva che Meloni mantiene sulla presenza all’Ariston nasce anche da qui: evitare contrapposizioni simboliche, ‘non necessarie’ se paragonate a quanto sta accadendo sulla giustizia”, riporta La Stampa, suggerendo che dietro la decisione ci sia un’attenta valutazione politica.

La premier starebbe inoltre considerando una possibile missione a Kiev in occasione dell’anniversario dell’invasione russa, ma i contatti con Carlo Conti, sempre secondo il quotidiano, “vanno avanti e all’Ariston si sta già predisponendo il dispositivo per la presenza di Giorgia Meloni, perché – a pochi giorni dalla diretta – le probabilità che Meloni scelga la platea sanremese sono considerate alte”. Una frase che lascia intendere come la macchina organizzativa si stia muovendo in vista di una partecipazione ritenuta sempre più probabile.
“La platea sarebbe un tassello della strategia meloniana per intercettare un pubblico diverso da quello dei comizi o delle dirette social. Un potenziale ago della bilancia per il referendum sulla separazione delle carriere”, conclude La Stampa, delineando uno scenario in cui il Festival diventa anche terreno di comunicazione politica.

La premier sta valutando di godersi lo show dalle poltroncine dell'Ariston. Ma non ha ancora sciolto la riserva https://t.co/hVPDM6CB0Y
— Open (@Open_gol) February 19, 2026
Non sarebbe la prima volta che le istituzioni scelgono il palco dell’Ariston come vetrina simbolica. Nel 2023, durante l’edizione condotta da Amadeus, era stato proprio il Capo dello Stato a sedere in platea con la figlia Laura, assistendo all’intervento di Roberto Benigni dopo aver ascoltato l’inno nazionale cantato da Gianni Morandi. In quell’occasione, Mattarella aveva sottolineato il peso dell’evento: “Rappresenta un ambito significativo di rilievo dell’economia del nostro Paese – ha detto il Presidente Mattarella nei giorni scorsi nell’incontro con gli artisti in gara – quindi il Festival è un appuntamento la cui importanza travalica, anche l’apparenza che lo circonda, ma è di sostanza, importante nella vita del nostro Paese. Ogni anno è una scoperta straordinaria che tutti facciamo, quando il Festival va in onda.”, Parole che ricordano come Sanremo non sia soltanto spettacolo, ma anche un momento identitario capace di riflettere equilibri, tensioni e strategie della vita pubblica italiana.


