La scomparsa di Daniele Compatangelo, volto noto dell’informazione italiana, ha colto tutti di sorpresa, lasciando sgomenti colleghi, amici e telespettatori. La notizia, arrivata dagli Stati Uniti, si è diffusa rapidamente nelle redazioni e nel mondo del giornalismo, suscitando un’ondata di messaggi di cordoglio per un professionista che negli anni era diventato un punto di riferimento nel racconto dell’attualità americana.
Per lungo tempo aveva seguito da vicino gli eventi più importanti provenienti da Washington, raccontando la politica statunitense con competenza e grande passione. Il suo lavoro lo aveva portato a vivere in prima linea alcuni dei momenti più delicati della recente storia americana, conquistando la stima di colleghi e addetti ai lavori grazie alla sua professionalità e alla capacità di rendere comprensibili anche i temi più complessi.
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Daniele Compatangelo, com’è morto
Daniele Compatangelo, storico corrispondente de La7 dagli Stati Uniti, è morto nella sua abitazione di Washington all’età di 50 anni. A stroncarlo è stato un improvviso infarto, circostanza confermata anche dalla madre del giornalista all’agenzia Ansa. Il malore lo ha colto mentre si trovava in casa e, poiché era cittadino sia italiano sia americano, le autorità locali hanno svolto le verifiche previste senza la necessità di informare l’ambasciata italiana.
La sua morte ha provocato un forte choc anche tra i giornalisti americani e nella comunità della stampa internazionale che segue quotidianamente la Casa Bianca. In molti lo ricordano come un professionista instancabile, capace di lavorare sette giorni su sette, nonostante negli ultimi tempi fosse sottoposto a ritmi particolarmente intensi e a un forte stress. Oltre all’attività di corrispondente, Compatangelo ricopriva anche il ruolo di presidente e membro fondatore della White House Foreign Correspondents’ Association.

Negli ultimi mesi il suo nome era finito al centro dell’attenzione mediatica per una clamorosa intervista telefonica a Donald Trump, trasmessa durante “L’aria che tira” su La7. Quel servizio aveva provocato un acceso dibattito politico, dando origine anche a un duro botta e risposta con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’episodio aveva contribuito ad aumentare ulteriormente la pressione professionale attorno al giornalista, già impegnato nel seguire da vicino le vicende politiche americane.

La notizia della sua scomparsa ha profondamente colpito l’intera redazione di La7. Il direttore Andrea Salerno ha voluto ricordarlo con parole cariche di emozione: “Siamo attoniti. Tutta La7 si stringe ai suoi cari. Daniele era un collaboratore prezioso e raro, per la sua voglia di raccontare sempre, e con precisione e allegria. Era un bravo giornalista. Mancherà”.
Molto commosso anche David Parenzo, che con Compatangelo aveva condiviso anni di collaborazione a “L’aria che tira”. Il conduttore ha affidato il proprio dolore a un messaggio intenso: “Dire che sono sconvolto è poco”, spiegando poi a Fanpage.it quanto fosse speciale il loro rapporto: “Era davvero un amico ed era super ironico. Una vera spalla televisiva con la qualità aggiuntiva che portava le notizie. Ogni collegamento con lui era un evento. Mi manca già”.


