Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Ma come”. Il Tg5 intervista Ivana Spagna alla camera ardente di Ornella Vanoni, poi si scopre chi era davvero

Una folla lenta e composta, oltre cinquemila persone solo nella giornata di domenica 23 novembre, ha attraversato l’ingresso del Piccolo Teatro Grassi di Milano per rendere omaggio a Ornella Vanoni. Fin dalle prime ore della mattina, la via Dante si è trasformata in un lungo corridoio umano, un serpentone che ha occupato l’intera pedonale e che non ha smesso di crescere per tutta la giornata. La camera ardente resterà aperta anche lunedì 24 novembre, dalle 10 alle 13, mentre nel pomeriggio, alle 15, si terranno i funerali nella chiesa di San Marco, ultimo saluto ufficiale a una voce che ha attraversato più di settant’anni di musica italiana.

Il feretro, arrivato al Piccolo Teatro Grassi tra gli applausi dei presenti, è stato accolto con un rispetto quasi religioso. In prima fila, ad attendere la bara dell’artista, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, visibilmente commossi nel prendere parte a un momento che per la città ha il sapore della memoria collettiva. Attorno a loro amici storici, volti della televisione, giornalisti, colleghi del mondo dello spettacolo e cittadini comuni, uniti dal desiderio di vedere un’ultima volta colei che per decenni ha saputo raccontare l’amore e la vita con una sincerità inarrivabile.


Camera ardente di Ornella Vanoni, clamoroso errore dei telegiornali

Tra i tanti arrivati nelle prime ore si sono visti Cristiano Malgioglio, Francesco Gabbani, Ambra Angiolini, Antonio Marras con la moglie Patrizia, Roberto Alessi. Poi ancora Simona Ventura, Paolo Jannacci, Letizia Moratti e Alba Parietti, ognuno con un ricordo, un gesto, un fiore. Ma il momento che ha attirato l’attenzione dei presenti, più che una presenza, è stato un singolare equivoco: l’arrivo di Wanda Fisher, scambiata da numerosi cronisti — e persino dal Tg5 e dall’Ansa — per Ivana Spagna. Un errore diventato in pochi minuti virale e capace di generare una polemica inattesa, proprio mentre si celebrava una delle icone più amate del Paese.

Eppure la presenza più attesa non poteva mancare: Fabio Fazio, il conduttore che negli ultimi anni ha fatto riscoprire al grande pubblico l’ironia tagliente e la delicatezza dell’artista. Il suo arrivo, discreto ma inevitabilmente carico di significato, ha ricordato i tanti momenti condivisi con Vanoni negli studi di Che tempo che fa, dove l’artista aveva trovato un nuovo spazio di libertà e affetto, diventando una presenza fissa e amatissima.

Intanto, sui social, la confusione tra Fisher e Spagna è esplosa. Ivana ha voluto chiarire immediatamente la questione, scrivendo: “Avrei tanto voluto esserci a dare un ultimo saluto alla Grandissima Ornella ma non posso….. e ci tengo a dire che questa signora non sono io!”. Parole semplici, dirette, che hanno però provocato una reazione durissima da parte di Wanda Fisher, visibilmente irritata dall’essere stata corretta con tanta fermezza. La cantante ha replicato senza filtri: “Sempre gentile lei signora Ivana complimenti, neanche in questi momenti si risparmia. Adesso l’hai capito che a causa del suo cambio look (da punk a mia somiglianza) questa sua scelta ha solo penalizzato la carriera? Io non sono una ‘signora’ ma una sua collega, lo dico anche in una mia canzone. E pensare che l’ho amata e adorata come una sorella. Mea culpa nel credere che fosse tutt’altra persona”.

In un altro passaggio, Fisher ha aggiunto: “Non ho parole. Fa benissimo, Ivana Spagna, a chiamarmi ‘signora’. Perché, sorpresa, è proprio ciò che sono: una signora, con tutte le maiuscole del caso. E francamente non posso più sobbarcarmi il pedaggio emotivo di essere scambiata ogni volta per qualcun’altra — come se fossi una figurina da collezione scambiata al mercatino rionale”. La polemica, nata quasi per caso, ha finito per sovrapporsi per qualche ora al silenzio che avvolgeva il Piccolo Teatro, ma non è riuscita a oscurare la ragione profonda per cui migliaia di persone hanno sfidato il freddo di novembre: salutare Ornella Vanoni con l’affetto che le era dovuto.

Così, tra applausi, fiori, ricordi e qualche imprevisto mediatico, Milano continua a celebrare una delle sue voci più amate. Domani sarà un’altra giornata di commiato, l’ultima prima che il sipario si chiuda definitivamente, lasciando però in scena — come sempre accade per chi ha inciso la memoria del Paese — un’eco destinata a non spegnersi.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure