Caravaggio, fotografo prima della fotografia

Pittore e bandito, genio e maledetto. Michelangelo Merisi da Caravaggio è stato il pittore che ha rivoluzionato l’arte e la pittura europea. Vittorio Sgarbi non ha mai smesso di confrontarsi con il pittore lombardo, sulla scia del critico che lo ha portato all’attenzione mondiale dopo secoli di oblio: Longhi. “Il punto di vista del cavallo” rileva l’attitudine fotografica di Caravaggio, la volontà di scegliere un punto di vista sempre nuovo e rivoluzionario rispetto alla spesso secolare tradizione iconografica del soggetto rappresentato. Un libro illustrato e raccontato, un approccio nuovo che saprà sedurre sia gli addetti ai lavori sia chi vorrà entrare, magari per la prima volta, nei misteri di Caravaggio. Le parole di Sgarbi: “Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio”.