Barbara D’Urso, il dramma in diretta tv. Un racconto, quello di Mauro Bellugi a Live non è la D’Urso che ha commosso anche la padrona di casa. Una storia che tocca il cuore di molti fan che hanno sempre nutrito stima e affetto nei riguardi dell’ex calciatore dell’Inter e della Nazionale. Mauro Bellugi ha contratto il Covid, ma la sua storia non si ferma a quello. Ha raccontato tutto in collegamento dall’ospedale.
Ospiti nella puntata di domenica 17 gennaio da Barbara D’Urso, anche la moglie Lory e la figlia dell’ex giocatore dell’Inter. Un racconto da brividi che non poteva non commuovere persino la conduttrice. Infatti l’ex campione Maura Bellugi è risultato positivo al Covid, ma la sua vicenda personale, purtroppo, comporta anche un dolore più grande che moglie e figlia hanno raccontato senza esitazione. (Continua a leggere dopo la foto).

“Mauro cominciava ad avere male alle gambe, ma non era la prima volta. Non si lamentava mai quindi quando mi ha detto di questo doloro ho pensato fosse qualcosa di serio. Lui non voleva andare in ospedale perché temeva di prendere il Covid, noi avevamo fatto tutti il tampone ed eravamo negativi. Il cardiologo quando l’ha visto si è preoccupato e abbiamo scoperto che era positivo al Covid”. (Continua a leggere dopo la foto).
“Era il 4 novembre. Un altro medico mi ha chiamato per dirmi che era compromessa anche la circolazione periferica alle gambe, a causa di alcune ischemie, e mi disse: non ci sono molte alternative all’amputazione delle gambe. Quando me l’hanno detto volevo morire”. Poi il collegamento dall’ospedale con l’ex campione: “Ciao Barbarina, non siamo più quelli di una volta con l’età mi emoziono facilmente”. (Continua a leggere dopo le foto).

Mauro a quel punto ha aggiunto: “Se non c’era Giada e la Lory non avrei firmato. Poi l’ho fatto, ma non me la sentivo. La domanda è stata brutta. Non me ne potevano fare un’altra”, per poi concludere: “Barbarina ti faccio una promessa. Sono 60 giorni che sono qui, è durissima, non posso fare niente. Ci metterò, ma ne verrò fuori. La prima volta che avrò le protesi vengo da te”.


