Addio a Nadine Gordimer, scrittrice contro il razzismo

Nadine Gordimer, la grande scrittrice sudafricana, in prima linea contro il razzismo nel suo paese e per i diritti umani, si è spenta a 90 anni dopo una lunga malattia: minuta, elegante e decisa, insieme a Mandela ha sempre lottato per gli ultimi. Se n’è andata “serenamente”, nella sua casa di Johannesburg, alla presenza dei figli Ugo e Oriane. Una delle più grandi scrittrici di sempre, aveva vinto il Nobel per la Letteratura nel 1991. Diciassette storie scritte tra il 1952 e il 2007, cinque decadi di racconti inediti in Italia, dove Nadine Gordimer dimostra ancora una volta l’uso sontuoso che fa della lingua e la sua capacità di guardare alla politica, alla sessualità e alla razza senza accondiscendenza e con immensa compassione. Che scriva di amanti, genitori e bambini o coppie sposate, Gordimer disegna la geografia delle relazioni umane con un acume psicologico affilatissimo e mancanza di sentimentalismo. Il suo essere radicata, a un momento politico, un luogo e una fede, non ha mai nuociuto al suo talento di artista: al contrario la sua scrittura si mette al servizio dell’umanità e diventa un memento potente dell’agonia vissuta in Sudafrica e un estremo tentativo d’intervento umano fra due fazioni di una società che sembra disperatamente divisa.