Tutto è iniziato con alcune macchie scure nell’occhio destro, notate quasi per caso da due amici. Un dettaglio piccolo, quasi invisibile nella vita di tutti i giorni, ma abbastanza strano da spingere Ashley McCray, 55 anni e madre di quattro figli, a fare controlli più approfonditi. Da quel momento, la sua quotidianità ha cambiato direzione in modo improvviso, portandola dentro un percorso medico difficile e carico di paura.
All’inizio Ashley non poteva immaginare quanto quelle macchie avrebbero inciso sulla sua vita. Le visite, gli esami e l’attesa delle risposte hanno aperto una fase sospesa, fatta di domande e timori. In poche settimane, la donna si è ritrovata davanti a decisioni enormi, con la consapevolezza che nulla sarebbe più stato come prima. Una storia dura, ma anche segnata da una forza diventata col tempo desiderio di aiutare gli altri.

Ashley McCray, la diagnosi e la battaglia
Come riportato da People, per Ashley è arrivata poi la diagnosi di melanoma oculare. Otto settimane dopo, l’occhio destro è stato rimosso chirurgicamente e sostituito con uno prostetico. Gli esami successivi hanno però rivelato un rischio molto alto di metastasi. E così è stato: i medici hanno individuato oltre 100 tumori nel fegato, un quadro clinico pesantissimo che sembrava lasciare pochissimo spazio alla speranza.
“Mi avevano dato un anno e mezzo da vivere”, ha raccontato la donna. Una previsione durissima, che Ashley è riuscita però a superare grazie alla partecipazione a una sperimentazione al Thomas Jefferson University Hospital di Philadelphia. “Sono ancora qui, e voglio assicurarmi di vivere i miei ultimi giorni con consapevolezza”. Una frase che racconta il modo in cui ha imparato a guardare il tempo: non come una condanna, ma come uno spazio da abitare fino in fondo.

Il suo caso è considerato speciale, quasi incredibile. Ashley è l’unica sopravvissuta tra i 19 partecipanti al trial clinico. Due sue amiche, ex compagne di università e colpite come lei da melanoma oculare, non ce l’hanno fatta. Questo peso non l’ha mai lasciata davvero: “A volte ho il senso di colpa del sopravvissuto – dice Ashley -. Ci penso spesso”. Un pensiero doloroso, trasformato però in una spinta ad agire.
Dalla lotta contro il cancro è nata infatti Eye on Grace, l’organizzazione no-profit fondata da Ashley unendo esperienza personale e amore per l’arte. Negli ultimi tre anni ha finanziato circa 2mila viaggi per oltre 200 pazienti affetti da melanoma oculare, offrendo loro la possibilità di raggiungere centri specializzati e cure fondamentali. “Invece di guardare la situazione e chiedermi “perché?”, ho pensato: “Cosa posso fare di concreto per aiutare potenzialmente altre persone?””.


