Due violente scosse sismiche hanno colpito in rapida successione, con una potenza che ha fatto temere il peggio e che ha costretto le autorità ad attivare immediatamente i protocolli di emergenza, compresa l’allerta tsunami. Il panico ha serpeggiato tra la popolazione locale, con le linee telefoniche prese d’assalto e le reti sociali riempite di messaggi allarmati e immagini delle prime conseguenze.
Secondo quanto riportato dall’istituto geofisico (Usgs), la prima scossa si è verificata nelle prime ore della giornata con una magnitudo di 6.7, seguita poco dopo da una seconda, ben più forte, di magnitudo 7.4. Un doppio colpo che ha fatto tremare migliaia di chilometri quadrati, con onde sismiche percepite anche a grande distanza e vibrazioni che si sono propagate ben oltre la zona dell’epicentro. Le autorità locali, dopo un iniziale momento di confusione, hanno chiesto ai cittadini di abbandonare le zone costiere e di mettersi in salvo.

Terremoto, diramato l’allarme tsunami
La paura principale, dopo le scosse, è stata proprio quella legata a un possibile tsunami. Il Centro di Allerta Tsunami del Pacifico ha emesso un bollettino, segnalando il rischio concreto di onde anomale in grado di raggiungere le coste in tempi rapidi. La protezione civile russa ha allertato le aree potenzialmente colpite e predisposto i centri di evacuazione. Le immagini diffuse dai media locali mostrano residenti in fuga, scuole evacuate e lunghe code di auto dirette verso l’interno. Le autorità hanno garantito che, pur nella gravità dell’evento, la situazione è sotto controllo e gli ospedali sono pronti ad accogliere eventuali feriti.

Soltanto dopo ore si è avuta la conferma dell’esatto epicentro: le due scosse si sono verificate nell’Oceano Pacifico, a circa 144 chilometri da Petropavlovsk-Kamchatsky, la città principale della penisola della Kamchatka, nell’Estremo Oriente russo. Una zona altamente sismica, attraversata dalla cosiddetta “Cintura di fuoco del Pacifico”, dove la crosta terrestre è continuamente soggetta a movimenti e fratture. Proprio in quest’area, storicamente, si sono verificati alcuni dei terremoti più potenti mai registrati sul pianeta.

Il bilancio definitivo, per ora, è ancora in fase di aggiornamento. Non si segnalano morti o feriti gravi, ma le autorità stanno monitorando eventuali danni strutturali e il possibile arrivo di ulteriori scosse di assestamento. Intanto, la popolazione vive con apprensione le prossime ore, sapendo che la natura, in queste regioni di confine, può risvegliarsi in ogni momento con una violenza imprevedibile.


