Un gesto normale, fatto al termine di una lunga giornata nei campi. Poi, in pochi istanti, il silenzio della riva è stato spezzato dalle urla e da una scena terribile, consumata davanti agli occhi di chi avrebbe voluto intervenire ma non ha potuto fare nulla. È una tragedia che ha sconvolto il distretto di Bahraich, nell’Uttar Pradesh, in India. Sunil Singh, 12 anni, è stato attaccato e ucciso da un coccodrillo lungo il fiume Ghaghra, sotto lo sguardo dello zio Vijay Raj Singh.
Secondo quanto ricostruito, l’attacco sarebbe avvenuto giovedì 16 luglio 2026, nell’area controllata dalla stazione di polizia di Boudhi. Il ragazzino si trovava con lo zio in un campo di riso e le attività della giornata erano appena finite. Prima di andare via, Sunil si sarebbe avvicinato alla riva per lavarsi mani e piedi. Un gesto semplice, quasi automatico, ma proprio in quel momento dall’acqua sarebbe emerso un coccodrillo di grandi dimensioni, che lo avrebbe afferrato trascinandolo nel fiume.
La violenza dell’aggressione non avrebbe lasciato spazio a una reazione. Lo zio e le persone presenti avrebbero assistito impotenti al dramma, cercando di richiamare aiuto mentre il bambino veniva portato via dalla forza dell’animale. Subito dopo sono scattate le ricerche nella zona del Ghaghra. La notizia della morte di Sunil Singh si è diffusa rapidamente, gettando nello sgomento la comunità locale e riaprendo la paura per la presenza di coccodrilli vicino alle aree frequentate dagli abitanti.

Le concitate fasi successive all’attacco sarebbero state riprese in un video, poi diventato virale sui social. Immagini che hanno colpito profondamente gli utenti, riportando al centro l’emergenza nelle zone lungo il fiume, dove acqua e campi fanno parte della vita quotidiana. Dietro il racconto di quei pochi, drammatici minuti resta il dolore per un bambino che aveva appena concluso una giornata di lavoro accanto allo zio. Una tragedia improvvisa, davanti a testimoni incapaci di fermare l’orrore.


