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Sinner, l’abbraccio che ha sciolto Wimbledon e quella frase: cosa ha sussurrato a mamma Siglinde

  • Sport

Nel giorno in cui Jannik Sinner ha scritto una pagina indelebile nella storia del tennis, accanto a lui, a raccogliere ogni lacrima di gioia e ogni sospiro di sollievo, c’era la sua famiglia. Apparentemente glaciale in campo, l’azzurro si è mostrato invece profondamente umano e tenero, lasciando intravedere tutta la sua emozione dopo la vittoria più importante della carriera. Dietro al campione c’è un nucleo familiare che non solo lo sostiene, ma lo rende quello che è: un ragazzo umile, grato, affettuoso.

A Wimbledon, dopo l’ultimo punto messo a segno contro Carlos Alcaraz, Jannik ha vissuto un istante di sospensione, come se volesse trattenere il tempo e rivedere in un lampo tutte le difficoltà, le fatiche e le gioie di un percorso lungo e tortuoso. Poi, ha salutato l’avversario e si è lasciato andare a una lunga serie di abbracci, salendo sugli spalti per raggiungere il suo team, i suoi amici e, infine, i suoi genitori. Prima sua madre Siglinde, poi suo padre Hanspeter: due figure sempre più note al pubblico, due genitori discreti ma ormai celebrati anche loro dal popolo del tennis.

Vergogna su Jannik Sinner dopo il trionfo a Wimbledon


Sinner, cosa ha sussurrato a mamma Siglinde dopo la vittoria a Wimbledon

Siglinde, in particolare, ha sempre mostrato quanto viva con intensità le partite del figlio. A Roma si era allontanata dallo stadio sopraffatta dalla tensione, mentre a Parigi le telecamere avevano ripreso più volte le sue espressioni tese. Questa volta, a Londra, è riuscita a restare. E a ricevere da Jannik l’abbraccio che ogni madre sognerebbe dopo un’impresa simile. “Mamma, dobbiamo andare”, le ha detto lui sorridendo, mentre lei avrebbe voluto probabilmente dirgli mille cose. Ma c’era una premiazione in arrivo, e un campione gentiluomo non poteva tardare a presentarsi davanti a Kate Middleton.

Nel box, come sempre, anche il fratello Mark, che Sinner ama stuzzicare con leggerezza. A Roma aveva ironizzato sulla sua assenza per seguire un Gran Premio, a Wimbledon invece ha scherzato dicendo: “Grazie a mio fratello che è qui perché non c’è un GP di F1”. Una frase semplice, ma che racconta tanto dell’equilibrio familiare che circonda l’azzurro. Non è un caso se, sul palco della premiazione, Jannik ha tenuto a sottolineare: “Bello condividere questo momento con la mia famiglia”.

I genitori, intercettati da la Repubblica dopo il trionfo, hanno mostrato due modi diversi di vivere le emozioni. La madre ha confessato: “Come sto? Bella domanda. Comunque sì, molto meglio. Una volta va in un modo, un’altra in un altro. Devo ancora realizzare quello che è successo”. Il padre, con un sorriso più pacato, ha invece detto: “Questa è una sensazione bellissima. Non ci avrei mai pensato sinceramente”. E così, dietro al campione che solleva il trofeo più ambito sull’erba di Wimbledon, c’è una famiglia che non cerca riflettori ma che da tempo è diventata parte del racconto. Una famiglia che non solo ha cresciuto un tennista, ma un uomo.


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