La finale del Roland Garros 2025 è stata un evento da prima serata, e non solo per il livello stellare dei due protagonisti in campo, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sugli spalti del Philippe-Chatrier, infatti, c’era un autentico parterre de rois, con celebrità internazionali in ogni settore del pubblico: Dustin Hoffman (87 anni, eterno ragazzo di Hollywood) accanto a David Zaslav, presidente di Warner Bros Discovery; il regista Spike Lee, le attrici Natalie Portman e Millie Bobby Brown, l’ex stella NBA Tony Parker e il campione olimpico di rugby Antoine Dupont.
Eppure, a rubare davvero la scena è stata un’altra figura, lontana dai riflettori patinati dello showbiz ma con un’intensità che ha bucato lo schermo: Siglinde Sinner, la mamma di Jannik.

Le mille emozioni di mamma Siglinde sugli spalti: è un vero show!
A Roma, sopraffatta dall’ansia, aveva lasciato il Centrale dopo il primo set disastroso perso dal figlio. A Parigi, invece, è rimasta inchiodata alla sedia dal primo all’ultimo scambio, vivendo ogni punto con una gamma espressiva che ha messo in secondo piano anche la regia ufficiale. La sua maschera facciale è diventata uno show nello show: mani giunte in preghiera, occhi al cielo, labbra che mormoravano speranze e timori, sospiri e piccole esplosioni di gioia.

Durante i tre match point che Jannik si è ritrovato tra le mani, Siglinde era il ritratto vivente dell’emozione pura, con la commozione che si leggeva nitida nei suoi occhi. E anche se alla fine non è arrivato il lieto fine, la sua presenza ha raccontato tutto ciò che c’è dietro un campione: una famiglia, una madre, un legame.


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— Telegrammi di Tennis (@TelDiTen) June 8, 2025
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— Grazia 💜💙🧡 (@grazia_nonna) June 9, 2025
Classe 1966, madrelingua tedesca, Siglinde ha vissuto una vita lontana dai riflettori, lavorando per anni con il marito Hanspeter al Rifugio Fondovalle in Val Fiscalina: lui chef, lei maître di sala. Poi la svolta imprenditoriale, con l’apertura della Haus Sinner, una casa vacanze con sei appartamenti a Sesto Pusteria, lo stesso paesino altoatesino dove un giovane Jannik sognava di diventare un campione… di sci.
Adesso tocca a lei, più che a qualunque coach o mental trainer, trovare le parole giuste per risollevare il figlio dopo questa bruciante delusione. Perché tra mille emozioni e centinaia di match, una cosa è certa: una mamma, quando serve davvero, non sbaglia mai il colpo.
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