Fitness estivo? La sdraio meglio della nuotata

Mesi di “sacrificio” fisico in palestra. Giusto. Il fitness è ormai un’abitudine di tutti, coinvolge ogni fascia di età, di reddito e di pensiero. Ci si mantiene, è svago e benessere. Poi arrivano le ferie e scatta la domanda: in quel periodo che faccio? Si cerca una palestra aperta, si sceglie una strada sulla quale correre e si calcola che le concessioni alimentari delle vacanze vanno compensate in qualche modo. O, perché no, cercare qualcosa di alternativo alle solite attività fisiche. Ma perché? Dario Oscar Archetti è un fisioterapista e di ossa, muscoli e tendini ne sa qualcosa. E suggerisce che, in fondo, per quel breve periodo stare lontani dallo sforzo fisico non è una cattiva idea. Aiuta, dice, il concedersi all’ozio, al cervello che si allontana da stimoli che possono essere quello del parapendio. Ritrovarsi, dunque, e aiutare anche la stessa testa a ritrovarsi. Il rischio è che, in caso contrario, si torna a casa distrutti o comunque non rigenerati. E che senso avrebbe?