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“Ecco cosa nasconde”. Jannik Sinner, pollice e indice uniti: il gesto a fine partita che fa impazzire tutti

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Jannik Sinner Gesto

Sta spopolando ovunque, ma nessuno sa davvero cosa significhi. Il gesto delle due dita, con pollice e indice ravvicinati a indicare uno spazio minimo – o forse qualcosa di simbolico – è diventato virale, al punto da far impazzire i social. Tutti si chiedono: cosa voleva dire davvero Jannik Sinner? E perché lo stesso gesto è stato ripetuto dai suoi grandi amici Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e Giulio Ciccone?

Il mistero, per ora, resta. Sinner, interrogato sul significato, ha deciso di non sbottonarsi. Silenzio anche da parte del pilota Ferrari impegnato nel WEC e dal ciclista abruzzese che sta pedalando con grinta al Giro d’Italia. Di certo c’è solo che il gesto è stato concordato: i quattro amici hanno deciso di replicarlo ogni volta che uno di loro ottiene un successo. Una sorta di codice personale, forse un portafortuna. “Sì, porta fortuna”, si è limitato a dire Ciccone ai microfoni prima della tappa di Alberobello, senza aggiungere altro.

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Jannik Sinner Gesto


Jannik Sinner e quel gesto dopo la vittoria: cosa si sa

Quel che colpisce non è tanto il significato – ancora ignoto – ma la velocità con cui il simbolo è diventato un fenomeno. I social sono stati invasi da emoji e imitazioni, e il gesto è diventato quasi un marchio d’amicizia tra i protagonisti. A unirli è anche una lunga frequentazione, cominciata ufficialmente la scorsa notte di Capodanno, con un brindisi nella casa monegasca di Giovinazzi. Da quel momento, complice lo stop agonistico di Sinner, i rapporti si sono intensificati, tra sessioni sui kart, pedalate sul Col d’Eze e una valanga di messaggi condivisi.

Jannik Sinner Gesto

E sabato scorso è stato un giorno da incorniciare per il gruppo. Al Foro Italico Jannik ha brillato, in Belgio Pier Guidi ha centrato un risultato importante alla 6 Ore di Spa, e in Albania Ciccone si è fatto notare nelle tappe iniziali del Giro, lavorando duro per Mads Pedersen. Ma è il prossimo venerdì che l’attenzione sarà tutta su di lui: la prima tappa di montagna arriva in Abruzzo, terra di Giulio, con arrivo a Marsia passando per la salita di Tagliacozzo. È lì che “Cicco” potrebbe finalmente attaccare in prima persona.

Nel frattempo, il mistero resta. Nemmeno chi segue da vicino Ciccone ha saputo decifrare quel gesto delle dita, che ormai accompagna ogni traguardo. Dopo le fatiche albanesi, il ciclista si è concesso il primo giorno di riposo, in attesa della ripresa del Giro. Domani si riparte dalla Puglia, con una tappa per velocisti tra Alberobello e Lecce. La Lidl-Trek si prepara da Gioia del Colle, distante pochi chilometri dalla Città dei Trulli. E chissà che domani, sul traguardo, non compaia di nuovo quel gesto misterioso.


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