Milano, notti che sembrano tutte uguali e invece, a volte, cambiano il destino di chi ci finisce dentro. Una storia che parte dalla movida, passa per un presunto giro di escort e arriva dritta in uno spogliatoio che milioni di tifosi conoscono a memoria. E adesso, tra sussurri e carte giudiziarie, c’è un nome che fa rumore.
Non è il classico caso da cronaca nera che scivola via in un giorno. Qui si parla di party, contatti, messaggi finiti agli atti e di una Procura che vuole ricostruire ogni passaggio. E nel frattempo, fuori, il pubblico si divide: incredulità, rabbia, difesa a oltranza. Perché quando la vicenda tocca un volto noto, l’eco diventa immediatamente gigantesca.

Il nome finito nel registro: cosa sta succedendo
La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, con l’ipotesi di reato di prostituzione minorile. Il suo nome emerge nell’inchiesta su una presunta agenzia di escort con base a Cinisello Balsamo, che secondo gli investigatori avrebbe organizzato serate e party destinati a clienti vip, tra cui anche calciatori.
Secondo quanto riportato, oggi 30 giugno sarebbe arrivato l’avviso di garanzia e il calciatore verrà ascoltato nei prossimi giorni dai magistrati. La notizia è stata rilanciata da Il Corriere del Giorno. Nel frattempo, l’Inter e l’ambiente azzurro restano con il fiato sospeso, in attesa di capire come si svilupperà tutto.

Il punto più delicato: l’episodio del 2020
L’ipotesi investigativa ruota attorno a un presunto incontro avvenuto nel giugno 2020 con una ragazza che, all’epoca, avrebbe avuto 17 anni. Gli investigatori ritengono che il contatto possa essere stato favorito da un collaboratore dell’agenzia indicata come “Ma.De”, elemento che emergerebbe da conversazioni acquisite agli atti.
Ma la vicenda, almeno per ora, non è affatto lineare. La giovane, ascoltata come testimone, avrebbe infatti dichiarato che tra lei e Bastoni non ci sarebbe stato alcun rapporto sessuale. Un dettaglio centrale, che dovrà essere verificato e approfondito nel corso delle indagini. Anche questo passaggio viene riportato da Il Corriere del Giorno.
Va ricordato che l’avviso di garanzia è uno strumento previsto dalla legge per consentire all’indagato di esercitare pienamente il diritto di difesa e, di per sé, non equivale a una responsabilità accertata. Nell’inchiesta, la Guardia di Finanza avrebbe notificato inviti a rendere sommarie informazioni anche a tre calciatori che, al momento, non risultano indagati. Verranno ascoltati come persone informate sui fatti: Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi.
È un passaggio che dice molto sul perimetro dell’indagine: chi indaga vuole capire la rete di contatti, la frequenza delle serate, le dinamiche e i ruoli. E quando compaiono più nomi noti, la sensazione è che gli inquirenti stiano cercando di mettere ordine in un quadro più ampio e complesso.
La presunta “agenzia” e il racconto delle serate vip
L’indagine, coordinata dall’aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, punta a ricostruire come avrebbe funzionato la presunta organizzazione: chi reclutava le ragazze, chi organizzava gli eventi e chi curava la logistica degli incontri.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe messo in piedi feste e serate nei locali della movida milanese riservate a una clientela vip, con cena, discoteca e, per chi lo richiedeva, pernottamenti in hotel con la presenza di escort e l’offerta di gas esilarante. Ora ogni posizione dovrà essere vagliata nel procedimento giudiziario, come riportato da Il Corriere del Giorno.


