«Amo il mio Paese. Non posso non vedere però, girando il mondo da 40 anni, come le cose siano cambiate. Siamo indietro come le martiniche da carro. Alla fine degli anni Settanta andavo in Russia che viveva una depressione. Oggi mi devo raccomandare a Mosca per campare perché in Italia oggi viviamo la loro depressione. Ha ragione Renzi, l’ Italia deve trovare l’ orgoglio». Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi intervistato a 360° dal quotidiano Libero, ne ha per tutti. A cominciare da Carlo Conti e Fabio Fazio che definisce: “un disastro”.
Sulla sua prossima (possibile?)partecipazione a San Remo dice: “Con Carlo Conti non ho una amicizia ma una fratellanza. Ero anche al suo matrimonio. Le dico la verità, ufficiosamente gli ho fatto sentire qualcosa del disco, lui mi ha detto: “Candidati”. Ecco, detto così non mi stimola molto. Non mi va di propormi senza la matematica certezza di partecipare.Ho un orgoglio, una arroganza e una autostima tale che non mi “raccomanderei” mai. Penso che debba essere Sanremo a cercarmi”. Pupo ha parlato anche del suo amore per i paesi e la cultura dell’Est, oltre che del rapporto conflittuale con se stesso: “La mia crisi iniziò nel 1983 e durò sei anni. Anni sfigati. Nel gennaio del 1989 tentai il suicidio. Tornavo con la mia Jaguar dal casinò di Venezia in cui si consumò un disastro economico. La Jaguar ce l’ ha chi ha tanti soldi o tanti debiti, non chi è “normale”. Mi fermai sul viadotto tra l’ Emilia Romagna e la Toscana. Era la notte tra sabato e domenica. Volevo buttarmi di sotto. Poi il colpo d’ aria scatenato da un Tir che passava mi ha svegliato dal torpore. Penso che il mio angelo custode fosse quel camionista”.

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