Aveva debuttato al cinema giovanissimo, a soli 17 anni. Poi, dopo una lunga gavetta, la sua carriera era decollata nel 2002, interpretando la commedia etnica Sognando Beckham di Gurinder Chadha. A seguire, opere importanti durante le quali si era messo al servizio di registi del calibro Oliver Stone (Alexander), J.J. Abrams (Mission Impossible III) e Woody Allen (Match Point). Ma la vita apparentemente perfetta di Jonathan Rhys Meyers, 38 anni, si era poi arricchita di pagine terribili, con un tentato suicidio e una dura lotta contro la dipendenza da alcool e droga.
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Una ricaduta aveva fatto temere il peggio ai tanti fan dell’attore irlandese, dopo che alcune sue foto in stato confusionale e con una bottiglia di vodka in mano avevano fatto il giro del mondo. Per fortuna, però, Jonathan è riuscito a vincere la sua battaglia, e le fan esultano nel rivederlo in forma come ai vecchi tempi, quando era diventato un sex symbol molto apprezzato dal pubblico femminile.
Sorridente, elegante, solare. Una persona decisamente diversa. L’artista ha ringraziato tutti per la vicinanza che gli è stata manifestata negli ultimi mesi, mostrandosi sorridente a Cannes dove si trovava per la promozione del suo ultimo progetto Roots, miniserie che vanta nel cast anche Forest Whitaker e Anna Paquin: “Sono contento di aver ricevuto così tanti messaggi di sostegno -ha detto attraverso il suo account Instagram – Ho avuto qualche giorno difficile, ma ora sto bene.

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