C’è un silenzio particolare che scende quando se ne va qualcuno che, per tutta la vita, ha lavorato proprio con la voce: insegnandola, allenandola, rendendola strumento di verità. In queste ore a Lucca e nel suo mondo si parla sottovoce, con quel rispetto che si deve a chi ha lasciato un segno profondo.
Il dolore è arrivato con poche righe, affidate all’annuncio dei familiari. E da lì, come succede sempre quando una figura è stata davvero centrale, sono riaffiorati ricordi, nomi, episodi: palcoscenici, aule, lezioni, debutti emozionati e quel modo severo e gentile di pretendere il massimo.
La notizia che ha colpito la città: addio a Paola Della Porta Buccianti
Paola Della Porta Buccianti è morta a 94 anni. Attrice, scrittrice, insegnante di dizione e instancabile animatrice culturale, era considerata un punto di riferimento per chiunque, in Toscana e non solo, si fosse avvicinato al teatro con serietà e passione.
Non era soltanto una professionista: era un’“anima” del teatro nel senso più pieno del termine, capace di tenere insieme disciplina e entusiasmo, tradizione e curiosità. E chi l’ha incontrata, anche solo per un laboratorio o un corso, spesso racconta la stessa cosa: con lei si imparava a stare in scena, ma prima ancora a stare nel mondo.
La scuola, le lezioni, i grandi nomi: una vita spesa per formare talenti
Nel 1986 aveva fondato l’Istituto d’Arte Drammatica, una scuola dedicata al teatro e alle discipline dello spettacolo che ha diretto per molti anni. Un luogo che, col tempo, è diventato una casa per attori e allievi, e una tappa importante per tanti professionisti.
Tra i nomi passati da lì, vengono ricordati protagonisti come Eros Pagni, Franco Calabrese e Marco Giorgetti, insieme a numerosi insegnanti ed esperti del settore. E dietro quei nomi, ci sono ore di lavoro, prove, fatica e la costruzione paziente di una comunità artistica.
Prima ancora, Paola Della Porta Buccianti era stata cofondatrice del Centro Sperimentale di Prosa e aveva animato corsi teatrali presso l’Associazione Nando Guarnieri, contribuendo alla formazione di generazioni di appassionati e professionisti. Un percorso lungo, coerente, sempre rivolto agli altri.
Dal palco alle pagine: romanzi, poesia e un manuale diventato riferimento
La sua attività non si è fermata al teatro. Ha lavorato anche con cinema e televisione, come consulente per casting e location, partecipando a produzioni nazionali e internazionali: una presenza più defilata, ma importante, fatta di competenza e visione.
Accanto alla scena c’era poi la scrittura. È autrice del romanzo “Il tempo più lungo” e ha ricevuto riconoscimenti per la poesia, tra cui il premio Carlo Goldoni di Venezia. La parola, per lei, era materia viva: da pronunciare e da custodire.
Nel 2001 ha pubblicato il “Manuale di dizione”, che ha avuto due edizioni e tre ristampe, ed è stato persino consigliato dall’Accademia della Crusca. Un dettaglio che racconta molto: non solo passione, ma autorevolezza, studio, rigore.
Il legame con Lucca e l’ultimo saluto: orari e luogo del funerale
Molto legata alla vita culturale lucchese, negli anni è stata organizzatrice e collaboratrice di convegni e iniziative dedicate al teatro e alla letteratura, da “Invito alla prosa” ad “Antonio Porta”, fino a “Teatro sacro a confronto”. Ha collaborato anche, occasionalmente, con diversi quotidiani nazionali.
Non mancava, inoltre, l’impegno nel volontariato, portato avanti in diversi contesti sociali: un altro tassello di una vita piena, in cui l’arte non è mai stata separata dalla responsabilità verso gli altri.
Il rito funebre si svolgerà lunedì alle 15.15 nella chiesa di Sorbano del Vescovo. La salma è esposta presso la Casa del Commiato in via Romana 907, nella sede della Croce Verde.


