Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Si vergognino!”. Vaccini Covid, dopo miliardi di dosi è arrivato il verdetto

Covid Influenza Australiana
Matteo Bassetti commenta i vaccini Covid dopo lo studio su The Lancet


Ci sono discussioni che sembrano non finire mai: tornano ciclicamente, si accendono sui social, spaccano le famiglie nelle chat e riempiono i commenti di accuse e sospetti. Eppure, a volte, arriva quel momento in cui i numeri parlano più forte di qualsiasi opinione. E qualcuno, davanti a quei numeri, perde la pazienza.

Negli ultimi giorni una pubblicazione importante ha rimesso al centro un tema che molti pensavano archiviato. Non con slogan o frasi a effetto, ma con un lavoro gigantesco, fatto di dati raccolti in anni e anni. Ed è proprio da lì che parte la reazione durissima di Matteo Bassetti, che stavolta non usa mezzi termini.

La “sentenza” che arriva dai dati: cinque anni sotto la lente

La notizia nasce da una revisione scientifica pubblicata su The Lancet, una delle riviste mediche più autorevoli al mondo. Non si tratta del solito studio limitato a pochi mesi o a un campione ristretto: qui si parla di un’analisi costruita su un arco temporale enorme, dal 2020 al 2025, con un’osservazione costante mentre il mondo attraversava ondate, varianti, paure e ripartenze.

Dentro ci sono dati reali, quelli della vita quotidiana e dei sistemi sanitari: miliardi di dosi somministrate in tutto il pianeta e un monitoraggio che copre l’intero “ciclo” dei vaccini a mRNA, dalla progettazione ai controlli sul campo. È l’ampiezza del materiale raccolto a rendere il messaggio così difficile da ignorare.

Protezione e ospedali: cosa dicono davvero i numeri

Secondo la revisione, nel periodo subito dopo la somministrazione i vaccini a mRNA hanno mantenuto livelli di protezione altissimi: fino al 93% contro il rischio di ricovero ospedaliero e fino al 94% contro la mortalità. Percentuali che, lette oggi, riportano alla memoria cosa significasse davvero “reggere” durante i picchi: reparti pieni, ambulanze, famiglie in ansia.

È su questo punto che Bassetti insiste da tempo: se si guarda l’impatto sulla salute pubblica, il dato non è astratto. Si traduce in vite salvate e in un sistema sanitario che, almeno in parte, è riuscito a respirare nei momenti più duri.

Effetti collaterali: i casi cardiaci e il confronto che fa discutere

Un capitolo centrale del lavoro riguarda la sicurezza e gli eventi avversi. Lo studio prende in esame in modo specifico miocardite e pericardite, riportando un’incidenza molto bassa: 12,6 casi per milione di dosi per Pfizer-BioNTech e 35,6 casi per milione di dosi per Moderna.

Ma il passaggio che spesso cambia prospettiva è un altro: il rischio di complicazioni cardiache gravi risulta più alto con l’infezione da Covid-19 rispetto alla vaccinazione. E nella grande maggioranza dei casi monitorati, i sintomi legati agli effetti collaterali descritti sono stati lievi e transitori, come dolore nel punto di iniezione, stanchezza o febbre per poco tempo.

La frase che torna sempre: “non cambia il DNA”. E lo studio lo ribadisce

In questi anni una delle paure più dure a morire è stata quella legata alla genetica. La revisione pubblicata su The Lancet ribadisce in modo netto che i vaccini a mRNA non alterano il DNA umano. Il meccanismo è temporaneo: l’mRNA dà alle cellule istruzioni per riconoscere la proteina Spike e attivare la risposta immunitaria, poi si degrada rapidamente senza lasciare “tracce permanenti”.

Un chiarimento che, nelle intenzioni degli autori, serve anche a spegnere quell’eco di disinformazione che ha alimentato timori e confusione, soprattutto nei momenti in cui la paura rende tutti più vulnerabili alle narrazioni più estreme.

Non solo Covid: perché l’mRNA ora guarda al futuro

Il punto, però, non è solo chiudere un capitolo. Secondo quanto riportato, l’esperienza accumulata su scala mondiale ha reso la piattaforma a mRNA un pilastro per la ricerca futura. E infatti è già in fase di adattamento per nuovi studi clinici, con l’obiettivo di arrivare a vaccini e terapie di nuova generazione.

Si parla di applicazioni per l’influenza stagionale, il virus respiratorio sinciziale, alcune malattie autoimmuni e anche diversi filoni legati alle patologie oncologiche. Un tema che, inevitabilmente, sposta la discussione: non più “solo” emergenza, ma strumenti che potrebbero cambiare la medicina nei prossimi anni.

Il duro sfogo di Bassetti: “Vergognatevi”

Ed è qui che arriva la parte più politica, emotiva, divisiva. Alla luce dei risultati, Matteo Bassetti ha puntato il dito contro chi, durante la pandemia, ha alimentato la paura definendo i vaccini “sieri genici sperimentali”. Per l’infettivologo, dopo un lavoro di questa portata, certe accuse dovrebbero far provare solo una cosa: vergogna.

Bassetti ha anche contestato l’abitudine, diventata virale in mille post, di attribuire ai vaccini morti improvvise, trombosi e infarti senza basi scientifiche. Il suo invito, stavolta, è tutt’altro che diplomatico: guardare i dati reali, studiare e smettere di alimentare allarmismo. Perché le parole, in questi casi, non restano mai solo parole.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure