C’è un momento, nelle storie di scomparsa, in cui tutto si ferma: il telefono che non squilla, i messaggi senza risposta, l’ansia che sale a ogni minuto che passa. È quello che hanno vissuto ad Anguillara Sabazia, quando di un uomo non si è saputo più nulla. Poi, all’improvviso, un dettaglio inaspettato ha riacceso la speranza.
Le ricerche si sono mosse in fretta, tra appelli, controlli sul territorio e un’area che non rendeva le cose semplici. Perché quando una persona sparisce, ogni traccia può essere decisiva. E in questa vicenda, una traccia c’era eccome.
Tutto inizia mercoledì, ad Anguillara Sabazia, nella zona di Carlo Alberto dalla Chiesa. Alessandro Minnucci esce di casa e, da quel momento, cala il vuoto: nessun contatto, nessun segnale, nessuna risposta. Per i familiari quelle ore diventano un incubo.
Il fratello, Roberto Minnucci, capisce subito che non è una normale assenza e si presenta dai carabinieri per sporgere denuncia di scomparsa. Da lì si attiva la macchina delle ricerche: un piano coordinato, con l’obiettivo di battere il territorio nel più breve tempo possibile.
A dare una svolta alle prime fasi delle ricerche è un ritrovamento: la bicicletta blu con cui Alessandro si spostava. Viene individuata nei pressi del campo sportivo in località Borgonara, un’area rurale che si sviluppa verso la provinciale in direzione Trevignano Romano.
Prima ancora che arrivasse la conferma ufficiale, Roberto aveva lanciato un appello sui social, soprattutto nei gruppi Facebook: chiunque avesse visto un uomo su una bici blu, specialmente nelle ore notturne, era invitato a contattare il 112. Un modo per stringere il cerchio e non lasciare che il tempo scivolasse via.

Le operazioni coinvolgono i carabinieri della stazione di Anguillara Sabazia e i vigili del fuoco di Bracciano. Il territorio, però, è complesso: non si tratta solo di strade e sentieri, ma anche di zone impervie e di uno specchio d’acqua che impone controlli accurati.
Per questo le perlustrazioni arrivano fino al Lago di Bracciano, battuto con una motovedetta, mentre le squadre a terra concentrano le verifiche nell’area dove è stata trovata la bici e nei percorsi circostanti.
Con il passare delle ore l’attenzione si sposta sempre di più verso l’area boschiva attorno a Borgonara. Qui la vegetazione è fitta, il terreno può diventare una trappola di rovi e dislivelli: cercare qualcuno significa avanzare lentamente, controllare ogni punto, non dare nulla per scontato.
Per affrontare una ricerca così complessa vengono coinvolti nuclei specializzati: il Soccorso Speleo Alpino Fluviale, il Soccorso Alpino, e anche droni per il monitoraggio dall’alto. Un lavoro di squadra, fatto di coordinamento e mappe, per capire dove si è già passati e dove no.
L’esito positivo arriva intorno alle 12.30 di giovedì 18 giugno 2026: Alessandro Minnucci viene individuato e raggiunto dai vigili del fuoco nel bosco. Secondo quanto riferito, al momento del ritrovamento l’uomo appariva confusionale e molto affaticato, dopo tante ore trascorse all’aperto, senza riparo.
Subito interviene anche un’ambulanza: i sanitari lo prendono in carico per gli accertamenti necessari. Per la famiglia, dopo la paura e l’attesa, è il momento del sollievo: quello che conta, ora, è che Alessandro sia stato ritrovato e possa essere seguito e assistito.


