Un imponente terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito il Sud America nel pomeriggio di venerdì 2 aprile, provocando grande preoccupazione tra gli abitanti della regione. La scossa, registrata alle 14:58 ora italiana, ha messo in allarme le autorità locali, che hanno immediatamente attivato le procedure di allerta tsunami. Secondo i dati dell’USGS, l’epicentro del sisma era situato a circa 10 km sotto il livello del mare, il che ha permesso di avvertire la scossa anche a grandi distanze.

Nonostante la profondità relativamente superficiale, non sono stati riportati gravi danni a edifici o infrastrutture. Tuttavia, la forza del terremoto ha indotto il Pacific Tsunami Warning Center a emettere un allarme per possibili onde anomale entro un raggio di 300 km dall’epicentro, considerando il pericolo per le coste circostanti.
L’epicentro del sisma è stato localizzato nell’oceano meridionale, tra le coste del Cile e dell’Argentina, circa 219 chilometri a sud di Ushuaia. Questa regione, pur essendo poco popolata, ospita numerose comunità costiere e stazioni di ricerca internazionali, aumentando così il livello di vulnerabilità.

Le autorità cilene e argentine hanno dichiarato lo stato di massima allerta, specialmente nelle aree costiere meridionali. I residenti di Punta Arenas, Puerto Williams e Tierra del Fuego sono stati esortati a seguire le istruzioni della protezione civile, preparandosi a evacuazioni in caso di innalzamento delle acque.
Nella regione di Magallanes, in Cile, la popolazione ha sperimentato lunghe oscillazioni, ma al momento non si registrano feriti. I primi rilievi delle squadre di emergenza confermano l’assenza di danni significativi.
Nei prossimi giorni, sarà cruciale monitorare le conseguenze del sisma e l’evoluzione dell’allerta tsunami. Gli esperti sismologi continuano a osservare l’area per possibili scosse di assestamento, che potrebbero verificarsi a breve.


