Un clima surreale e di paura domina in queste ore la Tanzania, dove il paese sembra essere piombato nel caos dopo le elezioni presidenziali. Le comunicazioni sono quasi del tutto interrotte, le strade presidiate da militari e polizia, mentre la popolazione è costretta a restare in casa. Le informazioni arrivano a singhiozzo, frammentarie e spesso contraddittorie, ma ciò che emerge è un quadro di forte instabilità e violenza diffusa.
La presidente uscente Samia Suluhu Hassan è stata riconfermata con un risultato schiacciante, pari al 97,66% dei voti. Un esito che avrebbe dovuto sancire la continuità politica del paese, ma che invece ha scatenato manifestazioni e scontri in diverse città. Secondo quanto riferito dalle opposizioni, il bilancio delle vittime sarebbe già altissimo: oltre 700 morti, anche se altre fonti ne contano circa 500. Negli ospedali si lavora senza sosta, ma l’interruzione delle comunicazioni e il blocco di internet rendono quasi impossibile avere un quadro preciso della situazione.
Tra le persone coinvolte in questa emergenza ci sono anche cittadini italiani. Sedici studenti dell’Istituto Lorenzo Gigli di Rovato, accompagnati da docenti e volontari, si trovano bloccati nel villaggio di Pomerini, dove erano arrivati per uno scambio con l’istituto agrario Dabaga. Attualmente il gruppo risulta al sicuro all’interno della scuola, in attesa di istruzioni. Le ultime comunicazioni confermano che stanno bene, anche se il clima di tensione cresce di ora in ora.

Dal portale Viaggiare Sicuri è arrivato un avviso diretto a tutti i connazionali presenti in Tanzania: evitare spostamenti non indispensabili e mantenersi lontani dai luoghi di protesta, seguendo scrupolosamente le disposizioni delle autorità locali.
Samia Suluhu Hassan, divenuta presidente nel 2021 dopo la morte improvvisa di John Magufuli, ha segnato una svolta storica per la Tanzania come prima donna alla guida del paese. Tuttavia, già nelle settimane precedenti al voto erano emersi segnali di tensione. Diversi esponenti dell’opposizione erano stati fermati o esclusi dalla corsa elettorale, mentre varie organizzazioni per i diritti umani denunciavano “una crescente repressione politica” e un clima di paura diffuso.

La rabbia è esplosa in particolare tra i più giovani, la generazione Z, che in molte nazioni africane — come in Madagascar e Camerun — sta chiedendo un profondo rinnovamento politico.
Per tentare di contenere la crisi, il governo ha imposto un coprifuoco nazionale a partire dalle 18, sospeso la rete internet e cancellato alcuni voli internazionali. Brevemente, nella mattinata di oggi, la connessione è stata ripristinata solo per comunicare i risultati ufficiali delle elezioni, dopodiché il silenzio è tornato a calare sul paese. Un silenzio che pesa come una domanda irrisolta sul futuro della Tanzania.


